Grande Fratello 3

Ieri sera non ho visto la puntata , ma ho seguito Mattino 5 .
Ho appreso con grande dispiacere la storia di Aida. Una storia di grande dolore e sofferenza , ma anche di abbandono . Non c’è bisogno di Freud per capire quanto dolore esprima questa ragazza. Se poi c’è una combinazione micidiale tra abbandono materno , abuso sessuale e povertà , allora possiamo capire davvero il travaglio emotivo vissuto da essa .
Mi spiace molto sapere che esiste Al mondo , un tale accanimento di sofferenza che non si ferma neanche davanti a bambini .
Lei ieri sera ha accennato , il amore e il perdono nei confronti della mamma.
Voglio credere che Aida , ha scelto di percorrere una strada di psicanalisi , che possa in qualche modo fare comprendere al Io , i meccanismo di funzionamento emotivo .
Non riuscirà mai ha superare il tormento emotivo , ma ha intrapreso una strada che comunque gli può permettere , almeno di sentirsi una vincitrice morale della sua situazione .
Non ci credo affatto nel perdono verso la mamma, anzi sono sicurissima del odio verso essa .Qua voglio precisare , che parlo di un odio inconscio e meccanismi di difesa. Credo però che lei , nel dichiarare il perdono , si senta meglio verso il suo di figlio. In qualche modo anche lei abbandono suo figlio , chiaro in modo diverso , e forse proprio per dare a loro un agio che almeno rimargini la povertà che lei ha subito. Ma ricordiamoci sempre che i bambini , hanno sempre i stessi bisogni affettivi e di presenza da parte della mamma.
Certo c’è da dire che esiste abbandono e abbandono. A livello inconscio però , non esiste questa differenza. Ecco per quale motivo , lei si sente in colpa per il figlio e questa sofferenza la porta a credere che ha perdonato la mamma.
Solo a credere!!! Quando c’è tanto dolore 😖, L’ io ha bisogno di alleggerirsi e non appesantirsi con odio / colpe e così via , e così i micidiali meccanismi di difesa fanno credere alla persona di aver perdonato. Nessuno perdona la mamma di averlo abbandonato. Un bambino non può essere investito dalle responsabilità degli adulti.
La storia di Luca , invece non mi ha tocccato per niente. Non so per che , ma ho l’ impressione che è un altro messa in scena.
Per la prima volta in questa edizione , la storia commovente di Aida ha mandato un bel messaggio ai loro spettatori.
Avere un infanzia difficile non significa andare incontro ad un destino tragico. La vita , come dice lo psicologo psico- sociale E. Ericson è fatta da eventi che sono sottostanti ad un infinita di fattori che determinano la quantità della vita emotiva. Lui sostiene che lo sviluppo avviene tutto il percorso della vita e lui l’ho divide in 8 fasi . Le fasi di sviluppo di Ericson , vanno incontro a fallimento e superamento. Laddove una fase non viene superata positivamente , lei possa essere recuperata ulteriormente.
La storia di Aida incarna alla perfezione la teoria di Ericson , e io le auguro di cuore di farcela nella vita a superare il dolore lancinante che , sono sicura che ogni giorno le ricorda i debiti del passato.
In Boca lupo Aida. Siamo tutti con te.
Grazie per la tua testimonianza.
Buona lettura. Voi cosa ne pensate ?

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