L’origine del gioco

IMG_0058Diversi autori si sono occupati dello studio del gioco . L’essere umano gioca , appena riesce a padroneggiare il proprio corpo . Karl Gross , analizzando il ruolo e la funzione evolutiva del gioco , afferma che esso nasce insieme al uomo . L’umanità si è evoluta , anche grazie al gioco . Noi possiamo affermare con certezza , che giocando , la mente ,  con i suoi meccanismi complessi , si trova in una fase di sinapsi  cerebrale biologica , che permette alla psiche ( che è l’esecutivo principale della mente , in termini biologic ) di lavorare .

Il gioco mette in atto , diversi meccanismi cognitivi ed emotivi che permettono :

  • l’aumento  dell’intelligenza ,
  • l’aumento del controllo ,
  • padroneggiare le emozioni forti e misurargli ,
  • organizzare il gioco, aumento  la creatività ,
  • la capacità problem solving ,
  • imparare a gestire i momenti di noia ( la noia appartiene solo all’essere umano ; e molti esseri umani nella incapacità di gestire la noia , commettono gesti autolesionistici oppure orientano la loro violenza verso qualcun’altra)
  • la capacità di giocare con gli altri
  • il gioco permette la finzione ( solo quando il bambino matura la percezione di se stesso , che riuscirà a mettere in atto il gioco di finzione ) . Lui gioca , utilizzando gli oggetti non per il loro vero utilizzo , ma per finzione. Dire :  ” sto solo giocando ” , per un bambino significa sapersi , staccare da se stesso e fingere di . . .

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Autori come K. Gross, Callois , Mead intuiscono nel gioco la funzione principale di impiegare il loro tempo in modo divertente e costruttivo . K. Gross fa riferimento all’istinto di gioco in funzione adattativa e del ruolo della motricità corporea nell’attività ludica . Il gioco non è imitazione oppure attività fine a se stessa , in termini di consumare le energie del bambino , ma bensì  una fase preparatoria alle attività che l’individuo, diventato adulto , si troverà poi ad affrontare nel corso della sua esistenza .

K. Grossa , in un celebre passaggio dice ” gli animali non giocano perché sono giovani , ma dispongono di un periodo giovanile perché devono giocare ” .

Mead , vede ne gioco un interazionismo simbolico . Secondo tale teoria , i soggetti sono circondati da oggetti che si rapportano a questi ultimi,  non quanto per l’oggetto in se , ma per il suo funzionamento , elaborato in modo simbolico . Nel contesto sociale il meccanismo primario per accedere ai significati altrui è chiamato da Mead ” assunzione del ruolo dell’altro ” . Il bambino piccolo , inizialmente gioca imitando le altre persone e inizia ad assumere i diversi ruoli . Tali attività sono determinati per la strutturazione dell’identità sociale del bambino , il quale rivestendo i ruoli degli altri è portato a vedere il mondo da un altro punto di vista , diverso dal suo . Un altro ruolo del gioco è quello nel regolare , la costruzione di una capacità di socializzazione più ampia , che Mead chiama ” altro generalizzato ” . Questo concetto richiama a se , quello del ” gruppo di riferimento ” , ” comunità ” .

Callois parla di ” ludus e paedia ” . Ludus richiama la parola bambino , paedia diventa  la tensione gratuita  e fine a se stesso . Il passaggio da una fase all’ altra , determina il percorso dalla turbolenza alla regola ” all’origine del gioco c’è una libertà primaria , originale ; questa libertà è il motore indispensabile del gioco è rimane all’origine delle sue forme più complesse e più rigorosamente organizzate ” .

Come potete vedere , l’attività ludica rappresenta l’uomo stesso . Senza il gioco , non sarebbe stato possibile impiegare il lungo tempo del infanzia in modo evolutivo e intelligente , e l’adultita sarebbe stata priva di iniziative evolutive .

 

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Le ricerche scientifiche riguardo uno sviluppo ottimale nel bambino , hanno osservato  , come le funzioni del gioco possono migliorare attraverso lo scaffolding , che significa , in forma metaforica ” quel processo attraverso il quale il adulto , offre letteralmente una impalcatura, nello sviluppo della conoscenza ” . Implica una funzione di sostegno che rende il bambino capace di risolvere problemi , di condurre a buon fine un compito , raggiungere uno scopo , che senza di esso sarebbero molto più difficili . Lo scaffolding è ” provvisorio ” , fintanto quando il soggetto non è in grado di risolvere autonomamente il problema . In questa forma di sostegno il bambino è accompagnato in una forma di apprendimento condivisa ed interattiva ed è funzionale allo sviluppo cognitivo . Non solo il genitore ed insegnate possono svolgere questa funzione , ma anche un compagno , più grande , più esperto . Gioco e scaffolding sono in rapporto interdipendente . Uno non esiste senza l’altro .

Se abbiamo accurato che l’attività ludica allimenta positivamente lo sviluppo cognitivo del bambino , con la stessa convinzione possiamo affermare , che il gioco ha una funzione catartica nel recupero degli adulti devianti e in difficoltà . In fatti le scienze sociali di recupero , come la pedagogia del adulto , la psicoterapia , l’animazione socio- culturale hanno come strumento di recupero ” il gioco ” in tutte le sue forme . La poliedricità del gioco , ci aiuta a modellarlo in attività creative , che aiuto l’individuo a trovare una fonte di energia infantile , che apre le porte ad un senso di benessere psico – fisico . Nel gioco , l’adulto riesce ad estraniarsi del oppressione psicologica , sociale , fisica che lo affligge e trovare per alcuni momenti una sensazione di libertà , di respiro , di leggerezza che trova giovamento nel allentare la sua sofferenza . Si gioca come se fossi bambini . Per niente facile , perché giocare da grandi , significa riconoscere il disaggio personale e affidare la propria vita nelle mani altrui , per poter ritrovarsi .

Adesso , vediamo come il gioco , diventa strumento importante di riabilitazione , n ll’adultita . Ci troviamo di fronte alle forme più complesse e antiche del gioco , che hanno la caratteristica di redenzione dell’anima e dello spirito . Gli antichi greci , popolo per eccellenza di grandi intellettuali , avevano osservato come lo sport olimpico ( dunque il gioco ) , all’ aperto , fossero incisivi nel determinare l’identità , la volontà , la ricerca , la resilienza dell’uomo .  A scolpire la forma interiore dell’uomo . Sempre il popolo greco è l’artefice della realizzazione e scoperta dell’arte più originale e creativa del gioco ,   il TEATRO.

Il teatro è un gioco , gli attori recitano , il pubblico partecipa attivamente , è così arriva ad essere lo spettacolo più elitario , che per molti secoli ha coinvolto un pubblico scelto , intellettuale . La genialità dei greci , sta nel aver individuato l’aspetto catartico , il transfert sia per l’attore sia per il pubblico . L’evoluzione del teatro , sino ai nostri giorni : la tragedia greca , poi il tragi – comico , poi con Grotowski abbiamo il teatro povero , poi assistiamo al teatro educativo sociale e di comunità , con P . Ferire abbiamo il teatro dell’oppresso . Altre forme di gioco simboliche , altrettanto importante nella rieducazione / reinserimento del soggetto deviante sono la : danzoterapia , drammaterapia , il playback theatre , lo sport in generale . Questi strumenti educativi  , che partono dal gioco come elemento di iniziazione verso . . . hanno il potere di catalizzare le energie negative dell’individuo e trasformarle / trasferirle / da un emozione interna ad esso , in qualcosa di esterno , di visibile , tangibile attraverso ” la performance ” . Di fronte ad un transfert emotivo , attraverso le forme più complesse del gioco ,  l’individuo si trova a prendere consapevolezza del suo stato , del suo corpo , della sua intimità , fragilità . Il feedback  diventa ” un staccarsi dal se ” per riappropriarsi del se vero , intimo . Il lavoro è duro è difficile , ma i risultati sono importanti , perché il gioco è un ritorno , ad un antico rimedio , più vicino all’esenza dell’uomo . Ci si cura , senza medicine. La cura emotiva , senza medicine ha un percosrso più lungo , di reabilitazione , ma i risultati sono molto più soddisfacenti ,  in termini di salute bio – psico – fisica .

Giocare fa bene a tutti , a bambini , adulti , nonni proprio perché un archetipo , cioè prima di lui , c’era il gioco . Così come la religione nasce con l’uomo , così il gioco nasce con l’uomo .

Grazie .

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