PIANO ASSISTENZIALE INDIVIDUALE ( PAI )

FOTOPAI ( Piano Assistenziale Individuale ) è uno strumento di lavoro, che permette l’osservazione  del raggiungimento   degli obiettivi nel ambito socio assistenziale. La nostra società è sempre più anziana, i spazi demografici dimostrano un cambiamento importante  nel leggere i bisogni del nostro territorio. Per poter rispondere in maniera efficace ed efficiente ad un area geografica, le istituzioni dovrebbero partire dal basso verso l’alto, ossia individuare i bisogni del territorio per poi adeguare a attivare servizi, attraverso istituzioni  che osservano questo determinato ambito sociale,  ascoltando i propri cittadini, attività che meglio rispondono al rispettivo tessuto sociale. Italia, dopo il Giappone è il secondo paese al mondo, in cui si vive molto e si raggiunge la vecchiaia, fase della vita che si potrebbe dividere in due grandi dimensioni complesse e complementari:       In uno stato di salute relativamente buono,

Vecchiaia che incontra malattie neuro degenerative ( Parkinson, Demenza senile ecc ) e difficoltà maggiore nella gestione della persona.

Valter Longo , nel suo libro ” La dieta della longevità ” racconta testimonianze e stili di vita, alimentazione, fattori climatici che hanno favorito una longevità, mai raggiunta prima. Non solo la dieta mediterranea ha avuto un influenza importante nella longevità della popolazione, ma altri fattori importanti come: la Sanità, Condizioni migliori del mondo del lavoro, Diritti politici, sociali e legislativi ( il divorzio, la scelta personale di poter accedere alla figliazione ), La previdenza Sociale, Il tempo libero sono determinante che hanno contribuito in modo diretto e incisivo nella crescita e miglioramento della qualità di vita.

Affianco ad un invecchiamento attivo della popolazione, osserviamo come  l’anziano vive sempre  più nella totale solitudine. Solitudine,  una conseguenza della società ” liquida ” di oggi, in cui non ci sono più riferimenti, valori, famiglia nucleare  a cui tornare. Non più di 30 anni fa, i nostri anziani erano considerati una risorsa sociale e comunitaria, in termini di saperi, conoscenze, trasmissioni e mantenimento di tradizioni. Oggi ” nella società delle passioni tristi ” sono tramontati anche essi, sempre più ingombranti ai figli, nipoti, comunità . Le poche persone che rivolgono loro attenzioni, sono la famiglia, assistenti famigliari, vicinato, associazioni attive sul territorio.

Politica, sanità, istituzioni territoriali  non hanno saputo gestire il fenomeno di longevità, e la conseguenza  è stata drammatica, perché le famiglie si sono trovate sole e senza appoggi.  Sono state le istituzioni socio sanitarie, che nella loro organizzazione, hanno creato un target assistenziale che rispondono in maniera efficace e tempestiva alle differenti necessità di quest’ultimo.

Negli anni 2000 si vuole riguardare  la distribuzione delle risorse  sul territorio e come meglio organizzare un pacchetto di necessità, partendo dalla formazione di figure competente e la creazione di una gerarchia interdisciplinare che sappia gestire una moltitudine di bisogni socio assistenziali.

Nasce cosi la figura dell’OSS.

Il privato e il SSN integrato cavalca l’ onda, e da via ad un incremento importante di strutture di cura, con prezzi elevati, graduatorie per l’accesso, burocrazia che trova comunque un’utenza più che bisognosa. Poter affidare il proprio caro, affetto e legame intimo personale, in mani professionali e trasparenti, permette un’elaborazione del dolore e un’accettazione dell’evento più naturale. Il mondo socio assistenziale lavora in un ottica di empowerment, capability approach di Sea Amarthya, rete condivisa, reciprocità, rinnovamento del welfare.  

Con questi presupposti, si arriva ad una costruzione di modelli, mappe concettuali di cittadinanza attiva, coinvolgendo l’anziano come risorsa, l’invecchiamento attivo viene definito come continue opportunità di salute, partecipazione e sicurezza.  L’invecchiamento attivo è un processo di ottimizzazione delle opportunità si salute, partecipazione, sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita delle persone anziane . 2012 UE l’ho proclama ” L’anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni ” . L’azione EY2012 , è un iniziativa che promuove la l’invecchiamento attivo in tre settori : OCCUPAZIONE , PARTECIPAZIONE , VITA INDIPENDENTE .

Le famiglie sempre più travolte dalla frenetica quotidianità,  travolti da modelli conformistici come l’individualismo e consumismo, con più riguardo al proprio benessere, al proprio IO  si sentono quasi alienati, incapaci nel prendersi cura del proprio parente che necessità di cura. Stiamo assistendo a legami e rapporti, che con il trascorrere del tempo, si modificano  da simmetrici ad asimmetrici. La seconda generazione, sentono il nonno/a come uno sconosciuto, con nessun tipo di responsabilità nei suoi confronti e spirito di sacrificio.  Questo dimostra come i legami  interpersonali si sono spezzati,  l’empatia e la solidarietà  non  più sentimenti da coltivare. Il funzionamento di una società  si osserva dalla capacità di prendersi cura del più bisognoso ( bambini, anziani,  malati, diversamente abili ). Questa realtà sociale fragile e debole, incrementa nuovi codici dell’amore, della responsabilità, della solidarietà. L’egoismo, media questi sentimenti, secondo il perseguimento del  proprio benessere non in sintonia con l’altro, ma in solitudine.

Un modello di PAI,  strumento di lavoro dell ‘ OSS insieme alle altre figure professionali presente nel servizio,

 

Problema/Bisogno Obiettivo Intervento dell’OSS Figure professionali coinvolte Altri soggetti coinvolti Verifica (con relativi indicatori di risultato)
Impossibilità a muovere gli arti inferiori causa 1°dito del piede dx marezzato e frattura femore gamba sx/non autonomo nell’attività di igiene e cura di sé

 

 

-Recuperare e mantenere l’autonomia e le capacità residue

– Promuovere il benessere psico-fisico garantendo un’adeguata igiene

– Evitare infezioni e cattivi odori

 

 

Informo il paziente di cosa vado a fare, ed inizio a fare l’igiene perineale, utilizzando acqua e sapone, pulendo accuratamente il catetere vescicale per evitare infezioni. Garantire la privacy ed evitare il disagio. Osservo accuratamente la cute e applico crema idratante per prevenire arrossamenti. Posiziono il pannolone e successivamente effettuo l’igiene del viso , mani e igiene del cavo orale. Cambio la biancheria piana, cercando di tirare bene le lenzuola per evitare pieghe Oss

 

 

Giornaliera

Il paziente non riesce a recuperare la propria autonomia nell’utilizzo degli arti inferiori.

Praticando giornalmente un’accurata igiene personale il paziente ha migliorato il proprio aspetto psico-fisico, evitando cattivi odori e infezioni

 

 

Prolungato allettamento/movimento

 

 

-Evitare atrofizzazione muscolare

-Ridurre immobilizzazione

Stimolare la ginnastica passiva a letto, incoraggiando il paziente a muovere gli arti superiori;

Favorire lo spostamento da letto a carrozzina e viceversa utilizzando il sollevatore

 

Oss

Infermiere/a

Fisioterapista

Giornaliera

Con la ginnastica passiva a letto, il paziente ha avuto risultati discreti.

Effettuando gli spostamenti giornalieri da letto a carrozzina e viceversa, il paziente non ha avuto benefici, in quanto la carrozzina non è idonea alle proprie necessità. Su richiesta dell’assistente sociale , si avrà la possibilità di ottonere una carrozzina basculante fornita di materasso antidecubito

Lesioni da pressione/cura della cute -Evitare il peggioramento

-Raggiungere la guarigione

 

Posizionamento del materasso antidecubito;

Pratico l’igiene della cute applicando crema idratante, cambiando la biancheria piana;

Mobilizzazione del paziente ogni 2 ore;

Rassicuro ed informo il paziente che attuando queste attenzioni avrà dei benefici e miglioramenti

 

 

 

Oss

Infermiere/a

Medico

Giornaliera

Le lesioni da pressione sono molto migliorate praticando tutti i giorni tutti gli interventi necessari

 

 

Diabete/Alimentazione

 

 

 

 

 

-Garantire una corretta ed adeguata alimentazione

-Normalizzare la glicemia

 

 

 

 

Si somministra al paziente alimenti ipoglucidici, reintegrando con fibre e liquidi

 

 

 

 

 

Diabetologo

Dietista

Oss

Infermiere/a

 

 

Cuoco

 

 

 

Giornaliera

Somministrando alimenti ipoglucidici, si riscontra una corretta alimentazione, normalizzando la glicemia

 

Parzialmente autonomo nell/alimentarsi/Supporto e aiuto

 

 

 

-Recuperare l’autonomia nell’alimentarsi e mantenere le capacità residue Aiuto il paziente ad alimentarsi durante la somministrazione del pasto, cercando la sua collaborazione e lo stimolo a mangiare da solo.

Monitoraggio che abbia consumato tutto il pasto

 

Oss Vicina di casa Giornaliera

Il paziente collabora durante l’assunzione del pasto, mangiando da solo

 

 

Solitudine e Depressione/Comunicazione-Serenità

 

 

 

-Migliorare il tono dell’umore

-Recuperare fiducia in sé stesso

-Ridurre l’ansia

Tranquillizzo il paziente, confortandolo e proponendomi all’ascolto e alla comunicazione

Rassicuro il paziente in modo da ridurre le proprie ansie

Valorizzo il suo benessere psico-fisico, incentivando la sua autostima personale

 

Oss

Assistente sociale

Vicina di casa Giornaliera

Il paziente ha recuperato fiducia in sé stesso, migliorando il suo umore e riducendo le proprie ansie.

Insonnia/Riposo

 

 

-Garantire il riposo notturno Si tranquillizza il paziente nelle eventuali ansie, favorendo il sonno e somministrando dopo cena della camomilla Oss Giornaliera

Il paziente non riposa costantemente, ma a giorni alterni

GRAZIE .

 

2 pensieri riguardo “PIANO ASSISTENZIALE INDIVIDUALE ( PAI )

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