MAPPE CONCETTUALI

images_007Cosa sono le mappe concettuali?

Il termine mappa concettuale viene utilizzato per includere un vasto campo di rappresentazioni schematiche della conoscenza. Per definire cos’è una mappa concettuale è necessario anzitutto dare una definizione del termine “concetto”. Possiamo definire concetto un ritaglio operato da ciascun soggetto nel flusso delle sue esperienze, mediante il quale vengono raccolte e rappresentate in categorie sensazioni che derivano dalla sua interazione con il mondo . Perché un ritaglio di esperienze possa diventare un concetto è necessario che le esperienze a cui si riferisce presentino una certa regolarità o stabilità . Il concetto di “acqua” fa riferimento ad un insieme di esperienze dotate di regolarità , che i soggetti hanno interagito con la sostanza che definiamo “acqua”.  I concetti possono avere diversi livelli di astrazione e generalità. Il concetto di “acqua” è un concetto concreto, esperibile in modo diretto dai soggetti, e che fa riferimento ad un patrimonio di esperienze largamente condiviso. Il concetto di “intelligenza” è invece un concetto astratto (un costrutto, nel gergo degli psicologi), non rilevabile mediante esperienza diretta ma solo attraverso le sue conseguenze osservazionali o sperimentali e sicuramente meno condiviso. Con i concetti si possono formare proposizioni, ossia affermazioni dotate di valore di verità, che possono essere vere o false.

Sulla base di queste considerazioni, definiamo mappa concettuale un formalismo per l’organizzazione e la rappresentazione della conoscenza esplicita in forma proposizionale, che riproduce in forma grafica gli asserti concernenti un dato flusso di esperienza, evidenziando i concetti coinvolti e le relazioni che li legano. In virtù della proprietà dei concetti di avere una componente personale le mappe concettuali possono rappresentare uno “specchio” della conoscenza del singolo individuo. Individui diversi che vengono chiamati a costruire una mappa concettuale sul medesimo dominio conoscitivo costruiranno con tutta probabilità mappe concettuali diverse .

Il rapporto apprendimento – mappe concettuali

Il soggetto che apprende, proprio come lo scienziato, acquisisce informazioni dall’ambiente con cui interagisce, mediante l’esperienza, l’osservazione e la sperimentazione. Egli organizza poi quanto acquisito mediante operazioni di costruzione concettuale che avvengono in un contesto sociale e, se si manifesta la necessità, può avviare processi di riflessione attiva sulle sue stesse modalità di acquisizione e concettualizzazione, mettendo in atto forme di metacognizione. Quando questo processo può produrre realmente un sapere esperto? Un sapere si dice esperto quando consente ad un soggetto di risolvere problemi concreti, non sporadicamente ma in modo costante e continuativo, in un dato ambito conoscitivo, spazialmente e temporalmente situato.

Tipi di mappe concettuali e loro rappresentazione

La rappresentazione visuale delle mappe concettuali è quella del grafo orientato, ossia un insieme di nodi, rappresentanti i concetti, collegati da archi nominati e orientati, rappresentanti le relazioni. Ciascun concetto può riassumere in sé una porzione di conoscenza, rappresentabile a sua volta mediante una mappa concettuale. Proprio per questo si parla anche di mappa concettuale come ipergrafo . L’aspetto visivo è, come abbiamo visto, un elemento importante nelle mappe concettuali, quindi la grafica (linee, forme, colori, icone, ecc.) utilizzata per la rappresentazione e la disposizione spaziale di nodi e archi assumono una certa rilevanza. I concetti vengono generalmente rappresentati all’interno di un ovale, mentre le loro istanze (ad esempio “Felix” è un’istanza del concetto “gatto”) vengono rappresentate all’interno di un rettangolo. Convenzionalmente le relazioni iniziano con la lettera minuscola, i nodi con la maiuscola. L’utilizzo o meno di un contorno nella rappresentazione dei concetti è comunque una semplice scelta.

Da un punto di vista dell’organizzazione della conoscenza è possibile definire diversi tipi di mappe concettuali. Tutti questi tipi possono comunque essere ricondotti a due grosse categorie principali: le mappe concettuali gerarchiche e quelle non gerarchiche (a rete).

Le mappe concettuali gerarchiche, sono state proposte da Ausubel e Novak. In queste mappe esiste un concetto centrale (detto concetto chiave) dal quale partono le relazioni con gli altri concetti. La gerarchia con cui i concetti vengono presentati ha un suo preciso significato, ed è possibile identificare diversi livelli a partire dal concetto chiave stesso. La gerarchia tra i concetti può essere organizzata secondo diversi criteri, tra i quali è possibile segnalare: a) l’importanza relativa: definito un concetto chiave attorno al quale è organizzata una conoscenza è possibile definire sotto concetti di primo livello, di secondo livello, ecc. che sono man mano meno importanti, separando ciò che è più importante da ciò che lo è meno e ha solo funzione di approfondimento, ulteriore spiegazione o esemplificazione; b) la generalità: partendo da un concetto chiave molto generico (ad esempio “mammiferi”) è possibile definire tassonomie con concetti via via più specifici, ad esempio “felini”, “canidi”, ecc.; c) astrazione: da un concetto astratto è possibile passare a concetti progressivamente più concreti, ad esempio dall’intelligenza ai suoi indicatori, oppure da concetti astratti ad esempi concreti con cui tali concetti sono in relazione. Questi criteri possono essere applicati in modo combinato, ad esempio dal generale-astratto, al particolare-concreto.

Queste mappe possono essere lette secondo una duplice struttura: a) una struttura verticale: il concetto chiave viene rappresentato in cima e la gerarchia procede dall’alto verso il basso; b) una struttura orizzontale costituita dai diversi livelli gerarchici e dai legami incrociati (cross-linking). La struttura verticale rappresenta la gerarchia vera e propria, la struttura orizzontale evidenzia quali concetti si trovano allo stesso livello sulla gerarchia (ad esempio canidi e felini nella tassonomia dei mammiferi) e quali concetti possono essere collegati trasversalmente tra di loro .

Senza titolo1

 

Le mappe concettuali non gerarchiche o a rete, fanno riferimento al modello di conoscenza associativa di Deese. In queste mappe il concetto chiave centrale dal quale partono le relazioni verso altri concetti può essere presente o meno. La mappa si sviluppa come una rete concettuale in cui ogni concetto è legato agli altri mediante collegamenti che rappresentano i predicati.

 

Senza titolo2

Un altro significato acquisisce il   concetto  , nella filosofia di Schopenhauer . Da recente ho scritto un articolo , intitolato proprio IL CONCETTO , e come è stato analizzato da esso .

GRAZIE .

 

 

 

 

 

 

Annunci

3 pensieri riguardo “MAPPE CONCETTUALI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...