Il miraggio nel deserto

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L’ultimo articolo che  ho scritto è ” Le Flic dans le tete ” , per chi non lo sapesse la traduzione è  ” Il poliziotto dentro la testa ” ed è una nuova formula teatrale che richiama nella figura mitica del poliziotto  , come  ciascuno di noi interiorizza in modo diverso , tutte le possibili ossessioni personali , che  impediscono un coretto esercizio della libertà . L’autore è AUGUSTO BOAL . Vediamo un come l’oppressione , agisce oggi indisturbata , senza un Boal . . . . . . .  . . . .

Oggi parlando con mia mamma , entusiasta mi disse : sai nella fabbrica per cui ho lavorato  10 anni , in Romania , per padroni italiani , le cose sono cambiate un po’ , e in meglio sai ! Era contenta , allegra come se toccasse di nuovo a lei domani di andare a lavorare ,  ” in quel posto in cui ancora si pratica lo schiavismo ” . Per dirvi i miglioramenti , dovrei raccontarvi un po’ la storia . 

18 anni fa , in piena crisi economica , la Romania si trovava in grave depressione e i suoi cittadini , arrancavano come potevano per sopravvivere , La democrazia presidenziale , tanto desiderata da un popolo oppresso dal sistema comunista , non ha saputo gestire i principali aspetti economici e di crescita , che avrebbero promoso il benessere di ogni popolo . Cosi via agli  investimenti stranieri , in Romania , in una Romania senza redini , senza leggi , senza diritti e doveri per i suoi cittadini .  A Braila arriva Menegon Vitali , padrone di una fabbrica di scarpe . La politica interna di questa fabbrica era questa : tutto il materiale proveniente dall’estero , solo la manodopera romena , non spreco nemmeno una parola per spiegarci il perche ?  Due turni , personale con maggioranza femminile e un piccolo bus , che ogni mattina portava una manciata di donne anche dalla campagna . Più stupide  , meglio ancora ! E adesso mordiamo il panino ;

Le condizioni di lavoro erano disumane :

  •  mai una stufa accesa di inverno , e vi assicuro che in Romania quando fa freddo , fa freddo . In seguito ad una denuncia , in una mattina la stufa si accese , e un piccolo termometro dimostrava un bel calduccio . Il controllo ASL le telefonarono che sarebbero arrivati , perchè comprati prima , molto prima  e cosi la stufa fece ritorno alla sua solita routine , mai più accesa .
  • in estate il caldo faceva svenire le persone , perchè una fabbrica fatta in lamiera e le donne , armate con asciugamani sopra il collo , svolgevano il loro dovere
  • tenete conto che in una fabbrica tessile , viene lavorata la stagione opposta ( di inverno , scarpe di estate , in estate pellicce e stivali )
  • in 8 ore di lavoro , 20 minuti di pausa ( le persone facevano solo la coda per andare in bagno ) , per altro , non c’era mai tempo
  • lo stipendio un illusione , venivano pagate quando si ricordavano ( ancora oggi lo stipendio è 160 euro )
  • niente vacanze , solo Natale e Pasqua , 3/4 giorni
  • tutte le donne venivano insultate pesantemente , e qua mi fermo . . . . . . . . . . .
  • quando un camion veniva mandato indietro , per qualche difetto , le scarpe venivano bruciate ( invece di essere date a loro ) . Mi sembrava un azione  cristiana !
  • la camera di controllo era fatta da vetri a specchio , e si trovava sopra il piano di lavoro del personale
  • nel tempo la fabbrica , licenzio un turno e cosi mia mamma fù fortunata , LEI RIMANE
  • Estate ; caldo infernale , tale , che il governo da una delibera  che in certi orari non si poteva lavorare
  • si , si che si lavora : orario dalle 20.00 alle 4 .00 mattina . Mia mamma era stravolta , e dopo un mese in quelle condiziono inizio a crollare . Diceva , sto male , sto male . Nessuno di noi si preoccupo perchè la colpa si dava al caldo eccessivo e il lavoro di notte . Arrivata alle 4.40 dal lavoro , si butta sul letto stravolta e improvvisamente inizia a urlare di dolore . Arriva l’ambulanza e operata di urgenza di appendicite . LA fatica si è fatta sentire , e quasi lasciava le penne , all’età di 47 anni . Per signor MENEGON , OVVIAMENTE .
  • anni dopo , decisero che mamma ha fatto carriera e la tolsero dalla macchina da cucire e spostata in sala taglio di nuovi modelli ( 8 ore in piedi )
  • dopo un paio di mesi , un altra emergenza a casa nostra : Mamma è  rimasta bloccata a letto , con dolori atroci )
  • un paio di mesi dopo la fece tagliere dal lavoro . Io ero in Italia e li aiutavo economicamente .

Questa fabbrica ha sopravvissuto  fino ad un mese fa , quando MENEGON VITALI , ricco sfondato ha venduto la sua parte ad un altro italiano .

E cosi arriva L’ANGELO CUSTODE , DOPO 18 ANNI DI umiliazioni all’umanità stessa . Da stipendio alla scadenza giusta , ha accesso la stufa , ci saranno da gennaio anche buoni pasto , 3 settimane di vacanza di Natale , 2 settimane anche in agosto e finalmente anche i cani randagi che girovagavano per la fabbrica , hanno un pasto . Pare abbiamo preso qualche etto !!!!!!!! 

Dove avete mai sentito tanto ben di Dio !

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2 pensieri riguardo “Il miraggio nel deserto

  1. Cara Liliana fai bene a raccontare questi fatti vergognosi! Lo sfruttamento del lavoro avviene, con queste esternalizzazioni senza regole, massacrando la gente che ha bisogno. E sono stati tanti piccoli imprenditori italiani (e non) a spostare le fabbriche in Romania per arricchirsi senza rispetto e dignità. Fai bene a fare i nomi, che sappiamo anche noi chi sono i ‘benefattori’

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