Il passato , vaso di Pandora per il presente ?

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Perché competenze emotive e sociali?

Perché noi siamo governati dalle emozioni , che a loro volta sono governati dagli impulsi innati . La nostra ” unicità ” è data dalla capacità di ogni uno di noi di elaborare e rispondere , in modo diretto al ambiente circostante . Pensate a una famiglia con due figli vicini di età e dello stesso sesso. Vivono le stesse vicende famigliari, i stessi genitori , le stesse opportunità eppure reagiscono alla vita in modo diverso . Certo ci sono i caratteri , le predisposizioni ma comunque non si riesce molto a capire come mai ” le competenze ” di affrontare la vita siano cosi diversi . Torniamo a noi. Le capacità sociali , cioè quei comportamenti che noi adottiamo nel rapportarci all’altro , inteso non solo come rapporti strettamente umani , ma anche istituzionali , danno forma , struttura al gruppo sociale di appartenenza . E qua ci addentriamo in molte teorie , sia di natura psicologica , sociologica , antropologica , teleologica , filosofica , scientifica che ogni una dice la sua , sul rapporto Uomo – Società . La domanda più frequente da cui partivano i scienziati era ed è , L’uomo è contagiato nel suo sviluppo dalla società oppure segue strade di adattamento puramente naturali ?

Oggi la scommessa della vita è quella di saper : affrontare  le intemperie , la multidimensionalità della vita , elaborare lutti ( che non corrispondono sempre alla dimensione della morte ) , vivere e accettare il proprio corpo , con le sue trasformazioni e l’involucro teso verso  una ” fine ” , lottare con i propri demoni e cosi via . Come vedete le prassi , le teorie del passato possono fare da sfondo ,  diventando fondamentali a capire determinati meccanismi della vita , in vista del   confronto ” diretto ” uomo – società , che ci chiama a rispondere ogni giorno . E questa impossibilità a sottrarsi di fronte allo sconosciuto ci rende fragili e deboli ma sono anche gli impulsi vitali di reagire ha sconfiggerli , proprio per una nostra necessità bio – psichica . Non per niente una delle prime conquiste dell’uomo sociale è quella ” della proprietà privata ” con il seguito della legge delle pensioni , sussidi per infortuni e assistenza economica per i disagiati , diversamente abili .

L’uomo che padroneggia se stesso è un uomo funzionale alla società di appartenenza , e poi verso se stesso . Sembra una contraddizione ma l’uomo solitario di oggi , è cosi , lui esiste solo se integrato ad un gruppo di persone , che riconoscono lui come funzionale . E ‘ il gruppo a definire la tua d’identità , che tu sia un leader , oppure  gregario . Per capire il presente bisogna fare conoscenza di una fetta del passato , altrimenti si  rischia di rimanere senza il concetto di base , su cui poggia molte delle teorie presenti . In ogni cosa voi studiate , leggete , approfondite , il passato rende i contorni del sapere meglio comprensibili e le conoscenze riescono ad essere mappate mentalmente , con un ordine funzionale  al risparmio cognitivo .

Lo sviluppo cognitivo secondo la teoria di Bruner

Quando si parla di <<sviluppo psicologico>> ci si riferisce ai cambiamenti che avvengono nel comportamento e nelle capacità dell’individuo durante l’intero ciclo di vita, i più espressivi però riguardano l’infanzia, la fanciullezza e l’adolescenza.

Secondo Bruner, è importante studiare i processi cognitivi piuttosto che i prodotti della conoscenza, ovvero l’effettivo svolgersi degli atti mentali.
In sintesi, la cultura forma la mente degli individui, essa è intrinseca all’individuo e non qualcosa che si sovrappone alla natura umana. L’influenza della cultura si realizza grazie alle relazioni sociali che il bambino stabilisce precocemente con chi si prende cura di lui ed in cui il ruolo dell’adulto viene caratterizzato come scaffolding (<<fornire l’impalcatura>> che verrà rimossa appena si finisce di costruire l’edificio). L’impalcatura fornita dall’adulto serve a compensare il dislivello tra abilità richieste da un compito e l’ ancora limitate capacità del bambino .
Bruner propone che, nel processo di acquisire il pensiero maturo, il bambino passi attraverso tre forme di rappresentazione: quella esecutiva, quella iconica e quella simbolica.
Nella rappresentazione esecutiva, che caratterizza il primo anno di vita, la realtà viene codificata attraverso l’azione. Essa continua a funzionare anche dopo, per tutte quelle attività che sono imparate facendole e che non vengono rappresentate con il linguaggio (ad es. nuotare o andare in bicicletta). La rappresentazione iconica codifica la realtà attraverso immagini che possono essere visive, olfattive, tattili o uditive. L’immagine consente di evocare mentalmente una realtà assente ma non di poterla descrivere verbalmente. La rappresentazione iconica è la codifica più utilizzata fino ai 6-7 anni.
La rappresentazione simbolica , codifica la realtà attraverso altri sistemi simbolici quali la musica e i numeri .

Grazie .

 

 

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