Psicologia Cognitiva

torre-hanoiRagionamento

Insieme delle aree di ricerca in psicologia orientate a
comprendere quale logica usano (se usano una logica) i
nostri processi di pensiero
Siamo esseri razionali?
Siamo esseri logici?

Logica formale e analisi logica
La logica è lo studio del ragionamento, dell’argomentazione e dei procedimenti inferenziali
rivolto a chiarire quali procedimenti di pensiero siano validi e quali non validi.
I primi studi hanno ipotizzato che le persone ragionino applicando regole equivalenti a
quelle della logica formale e agiscano quindi in modo razionale

L’utilizzo dell’analisi logica per indagare i nostri processi di pensiero ,
1. Consente di caratterizzare la struttura astratta dei problemi implicati dal
ragionamento comune
2. Fornisce un valido criterio per stabilire se una conclusione sia valida o non valida
> dato un ragionamento logico, la conclusione a cui siamo giunti è giusta o no?
> dipende dalle premesse
> quali sono le premesse, come sono espresse?
Le leggi della logica sono le leggi del pensiero (?)

Teoria dei modelli mentali
Le persone ragionano costruendo delle rappresentazioni
concrete della situazione, ovvero un modello mentale
ispirato dal contenuto del problema .
Il ragionamento comune non dipende dall’applicazione di regole formali ma dalla costruzione
e manipolazione delle rappresentazioni mentali , delle possibilità descritte nelle premesse
Se piove allora Alice si bagna
Piove
Quindi Alice si è bagnata
Le persone usano le informazioni contenute nelle premesse , per costruire un modello
mentale della situazione del mondo , da queste rappresentato
Per validarlo le persone si chiedono se è possibile costruire modelli mentali alternativi
(incongruenti con il primo ma validi)

1. Costruzione del modello
Gli individui ragionano costruendo un modello mentale dello stato di cose descritto nelle
premesse basato sia sul significato delle premesse sia sulla conoscenza generale
2. Descrizione esplicita succinta
Nella prima descrizione il modello viene descritto succintamente ed è finalizzato a generare
una conclusione – inferenza – prima della validazione
3. Validazione del modello
Nella fase di validazione vengono cercati modelli alternativi che confutino l’inferenza. Se
non si trovano contro-esempi l’inferenza viene considerata valida

Ragionamento deduttivo e induttivo ( ragionamento teorico, dal generale al particolare)

Ragionamento induttivo ( Conclusione generalizzata a cui si arriva partendo da premesse che descrivono casi particolari
ragionamento empirico, dal particolare al generale )

Inferenze condizionali e ragionamento deduttivo
Utilizzando le tavole di verità è possibile definire le inferenze come valide e non valide se sappiamo il
valore di una sola delle proposizioni. Rilevanza delle inferenze condizionali sul ragionamento e sulla
previsione futura data una serie di conoscenze possedute (premesse)
Se P allora Q
P
Quindi Q
Se ci sono delle noci che costano meno di 3 euro al chilo allora Paolo compra 2 sacchetti di noci
Ci sono delle noci che costano meno di 3 euro al chilo
Che cosa ne consegue?
Quindi Paolo compra 2 sacchetti di noci
Se P allora Q
Non Q
Quindi non P
Se ci sono delle noci che costano meno di 3 euro al chilo allora Paolo compra 2 sacchetti di noci
Paolo non compra 2 sacchetti di noci
Che cosa ne consegue?
Quindi non ci sono delle noci che costano meno di 3 euro al chilo
La logica definisce quindi una serie di regole di inferenza che possono essere usate per trarre conclusioni che seguono in maniera valida le premesse .

Ragionamento deontico
Compiti a versione tematica attivano processi di ragionamento per regole relative a
prescrizioni comportamentali (cosa si deve fare per…) invece che forme indicative del
condizionale
Forma indicativa
Se c’è una P allora c’è una Q
Forma deontica
Se fai P allora devi/puoi fare Q
«Se tagli metti in ordine la stanza puoi guardare la tv»
«Se rubi vai in galera»
Teoria del contratto sociale: competenza a cooperare per ottenere un vantaggio
reciproco solo se si possiedono abilità specifiche nell’individuare gli imbroglioni
Più facile il compito di Wason se formulato in modo tale da richiamare uno schema di
confutazione della regola (scoprire gli imbroglioni)

Modelli espliciti ed impliciti

Le persone cercano di rappresentarsi il minor numero di informazioni possibili a causa dei loro limiti di
elaborazione (Limitate risorse della WM): modelli espliciti
Le informazioni alternative vengono quindi rappresentate in modo implicito: modelli impliciti
Se nella mano c’è un asso allora c’è un 2
Nella mano c’è un asso
Quindi nella mano c’è un due

Modelli impliciti

I modelli impliciti non
sono esplicitati per ragioni
di economia cognitiva
Le persone tendono a
rappresentare in modo
esplicito solo ciò che è
vero e non ciò che è falso
Il modello esplicito del
condizionale contiene sia
l’asso sia il due
F
V
Se nella mano c’è un asso allora c’è un 2
Nella mano non c’è un due
??
Il modello esplicito non rappresenta l’assenza del 2
quindi bisogna rendere espliciti i modelli impliciti .
Per questa ragione un
problema modus ponens è più
facile di un problema modus
tollens , bisogna indagare tutte le possibilità non esplicitate in cui il
condizionale è vero .

Conclusioni

La teoria dei modelli mentali prevede che le persone si rappresentino i condizionali
mediante un modello esplicito in cui si verificano gli eventi espliciti ed un modello
implicito in cui possono verificarsi eventi alternativi .
I problemi più semplici sono quelli le cui conclusioni possono seguire dai modelli iniziali
(espliciti) mentre i problemi più complessi richiedono la costruzione di un numero più
elevato di modelli (da impliciti a espliciti)
Maggiori sono i modelli mentali richiesti per rappresentare il ragionamento e più tempo è
necessario .
La rappresentazione di un singolo modello mentale è sufficiente per dimostrare che
qualcosa è possibile, mentre sono necessari tutti i modelli mentali per dimostrare che qualcosa non è possibile .

Sistemi cerebrali del ragionamento

La corteccia prefrontale è implicata in abilità di alto livello
come nel ragionamento, nel problem solving, nella
programmazione e nella previsione futura.
1. Soggetti con lesioni prefrontali mostrano rallentamenti e
deficit nella risoluzione di problemi (Torre di Hanoi) .
2. Attivazioni della corteccia prefrontale dorsolaterale in
tutti i compiti di problem solving (Torre di Hanoi e
Matrici progressive di Raven)
Sistemi cerebrali del ragionamento :

Più in generale pazienti con lesioni prefrontali mostrano:
• difficoltà nel gestire e pianificare le attività
• programmare eventi futuri
• gestire attività quotidiane e prendere decisioni
In particolare i lobi frontali sono coinvolti nella capacità di integrar rappresentazioni relazionali complesse
> implicata in processi di pensiero quali soluzione di
problemi/ragionamento/presa di decisioni .

Ragionamento informale
Nei processi di ragionamento informale (quotidiano) ampio uso di processi informali
es. conoscenza pregressa e processi euristici
Grandi differenze tra ragionamento informale e formale
1. Il contenuto è rilevante nel ragionamento informale
2. Argomenti validi e logici non o sono nel ragionamento informale
«Dio esiste perché Dio esiste»
3. La capacità di scoprire le fallacie nel ragionamento informale è correlata alla
prestazioni in compiti deduttivi?
Dimensioni rilevanti nel ragionamento informale
1. Ruolo centrale dell’argomentazione (dimensione linguistica)
2. Aspetti di natura probabilistica (non certezze)
3. Ruolo centrale della conoscenze pregresse
4. Importanza data alla natura delle evidenze (pesi diversi a evidenze diverse)
5. Probabilità di una data conclusione (non deduzione di una data conclusione) .

L’argomento è complesso e articolato , non per niente abbiamo trattato il ragionamento . Se vi impegnate un po’ per capire la logica , dove vi sembra non ci sia ,  sono sicura che ne trarrete dei benefici in termini di conoscenza sulla vostra metacognizione .

Grazie . Sono tutti appunti da quando studiavo all’università , la materia Psicologia Cognitiva . Vi assicuro che questo esame mi ha fatto impazzire !

Libro : Psicologia cognitiva di M.W. EYSENCK , M.T KEANE

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