Ius soli 2.O ( diritto del suolo )

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La vulnerabilità generativa coinvolge la riflessione su più temi perché intercetta sia la questione biologica , sia l’aspetto psicologico della difficoltà di entrare in un orizzonte generativo , sia la componente esistenziale della progettazione intenzionale ,  verso il futuro .

Cos’è generare ?

Generare deriva da latino ” genesi- neris ” , ossia ” stirpe , nascita ” , quindi il suo significato sarà ” dare vita ad un essere della stessa specie ” , sia esso uomo , animale , pianta . Vediamo l’aspetto psicologico del ” generare ” :

Dare vita :

Ricorda la nascita ma per esempio con Erik Erikson , che intende lo sviluppo in otto fase , lungo tutto l’arco della vita , ad ogni fase c’è una crisi da affrontare tra un polo positivo e uno negativo ( esempio : generativita / stagnazione ) per stare nel tema , e se una fase di sviluppo psico-sociale non venisse superata , può essere recuperata in una fase successiva . Dunque Erikson stabilisce ” la generativita ” come qualità propria dell’adulto che comporta sempre la possibilità sempre di compiere un energico salto verso la produttività e la creatività , al servizio delle generazioni ” . Questa qualità e competenza dell’adulto implica la presa in carico della prole intesa come figliazione biologica , ma anche l’adozione o il servizio nei confronti dell’altro ( genitori , amici , azioni di mutuo aiuto , solidarietà ) .

Con Mc Adams ,Aubin e Kim , il figlio non dovrebbe essere visto soltanto con un nuovo arrivato per i genitori , ma come ” generazione ” , ossia parte di una storia generazionale che ha un passato ,  e un patrimonio biologico e valoriale da trasmettere . Sempre in chiave psicologica. Le dinamiche per cui oggi non si fanno più figli , sta nel fatto ” che siamo assuefatti dalla quotidianità , frenesia della vita , non abbiamo più fiducia nel futuro , siamo vulnerabili nel nostro intimo e non riusciamo  più ad esserci testimonianza di ” amore , sacrificio , aspettativa ” .  Educare la prole è compito arduo , a lungo termine , bisogna saper determinare scelte , insegnare , controllare egocentrismo proprio e spostarlo sull’altro , come dono di vita e amore , essere disponibili vivere la  vulnerabilità della vita , percorrere strade sconosciute . Dunque ” l’educazione ” diventa ” dare luce ” , ” dare vita ” , risorgere , è percorso di accompagnamento a qualcosa di ” nuovo ” .

Mettere al mondo :

S’integra con la capacità di prendersi cura e assumere le responsabilità di una relazione costante e perseverante nel tempo, alla luce di un progetto intenzionale  . Il bambino diventa patrimonio culturale parte di una storia , che inizia da un’istituzione più  piccola , cioè la famiglia , come ambiente affettivo per poi accedere a quello più ampio , socio-culturale .

Maria Zambrano guarda all’evento della nascita come ” una prospettiva , apertura al possibile che consente di mettere in atto ripetute esperienze di rinascita e ripresa esistenziale ” .   Sempre essa dell’atto di educazione dice , che esso è necessario al bambino , affinché sin dall’inizio siano chiari le intenzioni di tale atto . Allude alle trappole che spesso la madre , il papà mette in atto nell’accudimento del figlio , volutamente o inconsciamente di iperprotettività , di dinamiche ambigue che crea spazi psichici nel piccolo di angoscia , ansia , colpa ; di ricatti più o meno specifici ” A chi vuoi più bene , a mamma o papa ; crescere in ambienti di ostilità , gelosia , invidia , competitività con i propri fratelli e così via .

La generatività come rito di passaggio

Nelle società sviluppate i processi riproduttivi sono controllabili e l’inizio dell’esistenza di un nuovo individuo è contingente . La scelta riproduttiva è frutto di una conciliazione tra il rispetto per la vita nascente , la condivisione di un progetto di vita famigliare , la stabilità di una relazione di coppia , la componente di una realizzazione personale , la possibilità economica , culturale e sociale legata al fare e essere una famiglia . Cardinal Bagnasco esprime la sua opinione riguardo il calo delle nascite , in occasione della presentazione della ricerca sulla demografia in Italia , con il titolo ” Il cambiamento demografico ” affermando :  ” il calo delle nascite non può essere ricondotto solo ad un aspetto economico , ma piuttosto culturale e morale ; non è che con più consumo e meno figli che si risistemerà l’economia , quanto con una revisione radicale delle priorità ” . Nei paesi occidentali , osserva Leena Alanen il concetto di generatività , inteso come processo di procreazione , si legge una relazione tra figlio – genitore di carattere di Agentività  , ossia il bambino modifica in maniera creativa i vincoli interni in cui esso è inserito ed è motore di cambiamento . Quindi le due generazioni si interconnettono e sono in relazione di interdipendenza . Questo rapporto di dipendenza di cui una figura non esiste se non esiste l’altra , oggi con la crisi della vulnerabilità dell’adulto in profonda crisi , non si riesce a riconoscere l’agentività del bambino e la relazione diventa di dipendenza in senso negativo , mostrando relazioni sempre più minacciose , con limitazioni di autonomia personale e autorealizzazione .

Crescono le coppie , cosi dette childfree , ossia le coppie che scelgono di non avere figli . La cultura della chidfree , vorrebbe vedere l’evento della procreazione come libera scelta individuale .

Un’altra realtà sempre più evidente è quella delle  coppie che scelgono di diventare genitori in età tardiva , donne over 40 , di solito con figli unici e con rischi non indifferenti sul feto , data l’età della madre . Non solo , ma l’età della donna incide sul suo stato di salute , con importanti costi da parte del SSN che ovviamente mette in atto ulteriori accertamenti medici , per proteggere sia bambino , sia la madre.

Un altro calo è anche quello delle adozioni , dovute a molti aspetti  come : i costi delle procedure burocratiche ,  tempi lunghissimi  , pochi bambini adottabili italiani e quindi ,una spinta a quelle internazionale , che presentano molti problemi e ulteriori costi .

Che sia la vulnerabilità adulta , oppure quella economica , o ancor quella dei chidfree , fatto sta che in Italia nascono pochi bambini , chiudono reparti di ostetricia in tutto il paese , la cittadinanza non si vuole dare ai bambini nati sul territorio , da genitori stranieri e questo costituisce un grave problema per il paese , in termini che coinvolgono molti aspetti  : culturali , economici , di previdenza , produttivi , demografici .

Grazie.

 

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