Volevo essere una farfalla

Immagine correlata

Michela Marzano , nel suo libro di un paio di anni fa  ” Volevo essere una farfalla ” affronta un problema , che essa stessa conosce molto bene perchè vittima , che è quella dell’anoressia . L’anoressia è un disordine del comportamento  alimentare e si manifesta con il rifiuto del cibo o la diminuzione dell’assunzione del cibo , con che  origini psicologiche molto grave . Tutti i disturbi alimentari , come l’anoressia , bulimia , l’obesità si manifestano con una progressiva assunzione di cibo /oppure diminuzione , in modo che il cibo non risponde più al suo vero processo nutrizionale , ma a un bisogno affettivo notevolmente compromesso . Studi internazionali , dimostrano che sia l’anoressia , sia la bulimia sono malattie molto complesse , risultato di molti fattori biologici , genetici , ambientali , sociali , psicologici e psichiatrici . Queste malattie sono associate da dismorfofobia , che è un errata percezione del proprio schema corporeo con una visione peggiorativa dell’immagine reale .  Questo stile di vita malsano , agisce sulla psiche della persona , contribuendo a stati permanenti di depressione , ansia , fragilità , rifiuto della propria persona , bassa autostima , e a livello biologico , modificando il proprio corpo ( sia a raggiungere peso notevole , che causerà diverse infermità per la propria autonomia e in termini di salute fisica  , oppure trasformare il corpo in una magrezza  tale da mettere la vita a rischio ) .

E’ paradossale , ma il primo indizio in questi disturbi psichiatrici coincide con il corpo , che diventa parola / grido /disaggio : dunque si fanno linguaggio e relazione per comunicare con il mondo e con gli altri . Questo aspetto , chiama l’importanza della tridimensionalità del corpo , che sta in ” essere questo , ma anche questo ” e intercetta il corpo come : 1 . relazione con il mondo esterno , ma anche con sè stesso ; 2 .corpo – parola ; 3 .  .corpo come originaria apertura verso il  mondo . La negazione della tridimensionalità del corpo nella bidimensionalità di un corpo-immagine esplode nel corpo della bulimica o anoressica .

Il libro racconta  il lungo viaggio della scrittrice , nel mondo della malattia , partendo dalla sua infanzia e ” forse in essa ” si trova l’origine del disturbo stesso . Michela Marzano , spiega come il padre con un incarica prestigiosa voleva mantenere lo stesso livello socio-culturale-intelletuale attraverso i figli . Questo fatto , implica come l’educazione e la crescita della prole per lungo tempo , fossero tutti processi non tanto funzionali ad uno sviluppo verso il raggiungimento del benessere bio-pscico-sociale , ma modelli genitoriali improntati al rigore , allo studio , alla premiazione nello studio . Sembra che il disaggio si presenti da molto giovane , ma ignorato da essa stessa e dalla famiglia . Poi c’è il percorso universitario , con tanto di studi alla prestigiosa università di Norma di Pisa , indirizzo filosofia . Il travaglio è doloroso e lungo , poi si sposa con ovvio fallimento e poi arriva a Parigi con incarica di professore universitario a Renè Descartes , dove tuttora copre l’incarico . Dunque il viaggio della malattia percorre una grande fetta della sua esistenza , tra sofferenza , momenti di rifiuto , momenti in cui ha toccato il fondo , impegno e volontà di portare a termini ad ogni costo ” il desiderio del padre ” , fallimenti , perdono ecc .

” Volevo essere una farfalla ” è una testimonianza di come una malattia grave , scolpisce il dolore nel corpo e modifica la percezione del mondo circostante , fino ad arrivare a costituire ” una possibilità ” di non farcela . Consiglio la lettura , anche perchè facile come lettura , ma densa di significato e comprensione psicologica . Lei oggi , grazie al Suo impegno e volontà di spirito , copre cariche prestigiose anche in Italia , è una scrittrice sia in Italia che in Francia , scrive per la Repubblica .   E’ una portabandiera , di come dal fondo dell’Inferno si possa risorgere , verso una vita ” realizzata ” . Ovvio , che la vita copre molti aspetti , e lei rappresenta una vittoria per aver sconfitto la malattia e di poterlo raccontare attraverso   il lavoro prestigioso che svolge , non sappiamo , ma possiamo intuire che una malattia del genere , a molti altri aspetti della vita stessa , si farà sentire oggi giorno ,con  il suo acre sapore di sofferenza . Noi auguriamo a lei e a tanti altre persone che si trovano nel braccio della sconfitta ,che sia sconfitta solo  per il momento ,  e di iniziare a sognare verso una vita migliore , dove la sofferenza segna solo una piccola parte dell’esistenza .

Grazie .

Immagine correlata

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...