EMMY , L’ULTIMA VITTIMA DEL CYBERBULLISMO

images_333EMMY DOLLY si chiama l’ultima vittima della malattia del secolo , il bullismo e il suo gemello il cyberbullismo ( cioè le minacce , lo screditarsi , la presa in giro , la critica spinta oltre il confine del buon senso ) in rete , dove tutti virtualmente si incontrano , chiacchierano . La rete è l’ultima frontiera della  comunicazione , dove dietro ad uno schermo si nascondono mostri , animali che non hanno ancora padroneggiato il linguaggio dell’essere . Sempre più spesso , persone fortemente frustare , scontente dalla propria vita , depresse hanno in mano , uno aggeggio che li permettono di viaggiare virtualmente verso nuove  frontiere delle proprie emozioni . Queste individui nutrono un forte odio , disgusto per gli altri che invece , dalla vita sanno prendere il cattivo e il buono e fronteggiarlo in modo giusto e critico . Villani , eserciti di villani si riuniscono come gli animali in gregge e iniziano a dire , scrivere , con tanta perseveranza , cattiverie di ogni genere , verso un bersaglio qualunque  senza nessuna pietà . Non solo non sanno ciò che hanno  fanno , ma non hanno nemmeno la consapevolezza  di capire la gravità della cosa .

Auguro a tutti coloro che hanno portato una bellissima ragazza al suicidio , che la loro vita rimanga tale , da vermi schifosi e frustrati che sono , e se mai si rendessero  conto del loro affare , di andare dai genitori camminando sui ceci e chiedere scusa .

Cara AMMY , adesso sei un angelo , proteggi tuoi genitori e aiuta tutti i giovani ragazzi , vittime come te , a poter affrontare e vincere questa ” guerra ”  squallida . Solo la tenera età e la fragilità specifica , ti ha portato a tanto , ma sei e rimane , per tutti noi , un simbolo che ci chiama ad affrontare e punire , tutti i mostri , con sembianze umane .

BUON VIAGGIO ANGELO .

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9 pensieri riguardo “EMMY , L’ULTIMA VITTIMA DEL CYBERBULLISMO

    1. Ciao Sabrina , una storia da brividi . Io ho una bambina piccola , si può mai avere paura di crescere il proprio figlio per disadattati come quelle ” persone ” lì , se mai persone si possono chiamare quelli che hanno portato una bambina piccola al suicidio . Triste e preoccupante allo stesso tempo . Tieni conto che è successo in Australia , dove pensiamo che c’è una civiltà maggiore . . . Grazie . Se possiamo fare qualcosa e se tu ai strumenti maggiori , facciamola . Poi , se voi leggere anche un mio articolo di venerdì ” La vita dura dei ragazzi speciali ” , anche lì c’è da fare tantissimo . Buona domenica

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      1. Grazie Liliana, leggerò sicuramente anche l’articolo di Venerdì. Guarda il film, se non lo hai mai guardato. Dovrebbero farlo tutti i genitori, in questo caso la ragazza era sul punto del suicidio ed è stata salvata fortunatamente ma la storia la dice lunga e noi siamo in Occidente dove, diversamente dall’Australia, abbiamo questi mezzi troppo invasivi che i ragazzi non usano col cervello. L’unico modo, credo sia: far fare una scuola prima ai genitori e poi ai figli oppure fare in modo che i genitori studino da soli quali mezzi siano possibili per evitare che i ragazzi si facciano prendere troppo la mano soprattutto da quelli che vengono maledettamente chiamati “Social” e che tolgono dal vero sociale i medesimi ragazzi che, un tempo, giocavano a pallone e creavano vere e proprie compagnie dette anche “del muretto” ❤

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      2. Pensando a questa triste storia , anche io ho pensato ” a dove fossero i genitori ” , a 14 anni un disaggio del genere non poteva non essere recepito . Comunque , tenendo conto che lei fosse già famosa in Australi , avendo fatto della pubblicità , mi pare un paio di anni fa , magari i genitori si sono un po’ persi per strada , pensando che la figlia vive solo un periodo di stress dovuto a troppi impegni .

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      3. In effetti il problema della mancanza familiare c’è… Nel film, ad esempio, si nota la mancanza del padre proprio nelle due migliori amiche di infanzia. Poi c’è la scuola, altro punto cardine. Spesso inseriscono materie inutili eliminando quelle importanti ed oggi io inserirei proprio nelle tematiche di informatica, il bullismo online e i finti “social network”.

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