Esperienza di giornata

Immagine correlataPer svariati motivi oggi mi sono trovata nelle condizioni di visitare una CPIA ( Centro Provinciale per l’istruzione degli adulti ) la ex CTP e le 150 ore ( Centri territoriali ). La scuola offre ai cittadini italiani e stranieri  servizi e attività per l’educazione in età adulta, considerata come elemento propulsore della crescita personale, culturale, sociale ed economica di tutti i cittadini. Al termine dei corsi e dopo il superamento di un test finale, il CPIA (ex CTP) rilascia un Attestato di competenza di lingua italiana (L2), che per il cittadino extracomunitario ha un’importante maggiore perché il documento fa parte di tutta una lunga  prassi necessaria per il rinnovo del permesso di soggiorno.

La mia voglia di condividere con voi questa esperienza non nasce dalla necessità di informarvi sulle didattiche, e tanto meno a cosa servono le CPIA,  ma l’aspetto umano e dignitoso del personale, formato da insegnanti e educatori che del loro lavoro hanno fatto una vera vocazione, che va oltre un semplice ” lavorare” per una retribuzione. L’utenza è una categoria di persone fragili e vulnerabili, soli e non accompagnati, chi è il più fortunato ha una comunità in cui tornare, altri stanno in centri di prima accoglienza, che offrono solo un posto da dormire. Di giorno si devono arrangiare, e qua stiamo parlando di minori, che poi finiamo per dire che spacciano, si prostituiscono, dunque ” brutte persone “. Tra  loro mi hanno colpito, due ragazzi curdi con un grande senso di umiltà e rispetto. Molto più maturi dello loro tenera età, niente esibizionismo adolescenziale e un grande senso patriotico ” Sogniamo la pace, la libertà per il nostro paese ” .  Parole toccante, sorrisi sforzati e forse anche un po’ di imbarazzo perché stavano compilando un questionario di livello Elementare.

Il questionario rappresentava solo un loro livello scolastico, ma sicuramente non la loro maturità, esperienza crudele di vita, coraggio, senso di solitudine esistenziale, e questo dislivello didattico faceva trapassare qualche sorriso imbarazzante e perplessità. Ragazze incinte arrivate da poco in Italia, che non si toglievano mai la giaca, a detta degli insegnati, di cui destino si legge tutta l’incertezza e durezza di questa vita, che qualcuno voglie a tutti costi chiamare dono. Parlare con loro è stato una bella esperienza, emotivamente forte ma anche piena di riflessione e ricchezza personale.

La conoscenza è l’unica arma che abbiamo per conoscere colui che ci fa paura, che la politica a caccia di voti ci presenta ” un loro ” come diversi, delinquenti, che vanno aiutati a casa loro. Quale casa, c’è la guerra e se vogliamo la loro lotta contro ISIS, sistemi politici totalitaristi e dittatoriali è anche la nostra. E noi occidentali, armati di telefonini, tablet, trucco, senni rifatti, selfi e tanto coraggio potremo essere un esercito cosi potente da !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

In questa campagna elettorale cosi sleale e infame, di incompetenti e saldati alla poltrona farebbe bene, che i salotti televisivi della Barbarella si discutesse anche di questo, anzi . . . . . .  molte paure e ansie collettive potrebbero anche ridimensionarsi un po’.

LILIANA.

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