L’omeopatia

Risultati immagini per foto di persone con la febbreDottrina medica elaborata da S.F.C. Hahnemann, agli inizi dell’Ottocento, basata sul concetto che la condizione di salute è dovuta a una ‘energia vitale immateriale’ che controlla armonicamente le interazioni tra le varie parti del corpo. L’omeopatia  rivolge l’attenzione diagnostica e le strategie terapeutiche essenzialmente sulla sintomatologia, come del resto, in gran parte avveniva anche in seno alla medicina tradizionale del tempo, da Hahnemann chiamata allopatia. Ma, mentre questa mirava, in base al principio dei contrari, di derivazione galenica, a combattere i fenomeni morbosi con i rimedi rivolti a sopprimerli (contraria contrariis curantur), Hahnemann elaborò una strategia terapeutica opposta, basata sul principio dei simili sintetizzata nell’aforisma  ” similia similibus curantur “.  Hahnemann asseriva che i vari medicamenti in uso, somministrati a dosi elevate a persone sane, provocano i sintomi caratteristici di determinate malattie che possono essere curate con dosi infinitesimali del medesimo farmaco. Egli formulò altri due ‘principi’ basilari dell’omeopatia: l’efficacia di un medicamento, attraverso diluizioni progressive, anziché affievolirsi e svanire, man mano aumenta; questo paradossale rinforzo dell’effetto terapeutico sarebbe ulteriormente accresciuto sottoponendo le varie soluzioni a energici scuotimenti  manuali (fenomeno indicato come dinamizzazione oggi ). Tale tripode concettuale (principio dei simili, principio delle diluizioni infinitesimali, dinamizzazione) si configura come il cardine di ogni indirizzo terapeutico omeopatico.

Questa la storia dell’omeopatia, il problema nasce dal fatto che oggi l’omeopatia si basa sullo stesso principio, cosa che per la medicina tradizionale si è evoluto molto la ricerca, pur mantenendo lo stesso obiettivo. L’industria omeopatica solo in Italia registra oltre 30 milliardi d’euro di guadagni e allora c’è da chiedersi se funziona davvero.  Sono state portate diverse medicine omeopatiche ad essere analizzate  in un laboratorio scientifico riconosciuto a livello europeo, e secondo i livelli di controllo scientifico è stato riscontrato solo ACQUA E ZUCCHERO, nessun altro elemento medicinale, NULLA. Di fronte alla scienza non si può rimanere incerti, è scienza. Ma il dato rilevato non ferma e fermerà questa prospera industria, perché non solo la gente consuma  la medicina omeopatica, ( in Italia ci sono 8 milioni di cittadini che ne fanno uso e 20 mila medici omeopatici, pronti a prescriverle ) ma c’è un aspetto psicologico dell’individuo che di fronte a prove evidenti non sono tesi a credere fin in fondo. E qua parliamo della libertà di scelta che non va violata.

Un’altra prova che l’emopatia rappresenta una cura alternativa a cui i cittadini si indirizzano, rispetto a quella tradizionale, l’ho dimostra la regione Toscana che dentro il SSN c’è anche la possibilità di accedere, con il semplice pagamento del ticket a servizi di cura omeopatica. Le polemiche non sono poche perché i medici sostengono che i soldi pubblici che vanno a sostenere queste cure non sono riconosciute a livello scientifico e che potrebbero essere spesi meglio, per esempio con servizio medico  a domicilio, sostenere il paziente a casa, investire nella cura alla persona.

Allora rimane la domanda principale, perché funziona la medicina omeopatica?

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