Riflessioni di vita

IMG_0363Abbiamo sempre l’impressione che se un determinato giorno è speciale o dovrebbe esserlo, il male cessi  di esistere, almeno per un giorno ” Ci da tregua, forse riposa “. Invece no, la vita scorre inesorabilmente senza tempo, colpendo duramente con la solita catena a cui siamo supposti ogni attimo ” la causalità “. A volte penso che Dio ” buono e misericordioso ” come la Bibbia c’è lo racconta non è riuscito a sconfiggere propio la ” causalità “. Noi umani siamo gli unici animali che riusciamo a ricavare piacere nel fare del male all’altro. Nessun animale uccide la sua preda per piacere o noia, invece l’uomo progetta, architetta un piano per fare del male al proprio simile e gode della sofferenza altrui. Alimenta in lui un senso di onnipotenza saper che il suo piano è così diabolico che provocherà del male. Cosa dire di fronte a tale malvagità?

Sono furiosa quando certe atti non sono solo criminali ma addirittura terribile, finiscono per essere in qualche modo giustificate dalla psicologia umana, sentiamo dire ha avuto un infanzia difficile, veniva picchiato, ha subito violenze . . . .  Sono d’accordo che l’infanzia è l’età per eccellenza di apprendere l’emozione, saperla gestire e padroneggiarla secondo poi differenti arieti che abita l’individuo.  Ma mi rifiuto di giustificare un comportamento criminoso di fronte a un infanzia difficile.

Io sono figlia di un infanzia molto difficile, ho vissuto sola per moltissimo tempo, per anni e anni mi sono svegliata alle 4 di mattina per andare a scuola dall’altra parte della città, a scuola la maestra ci picchiava e puniva di fronte a tutti, ero arrivata a un così tale stress che alla fine della prima elementare avevo vuoti di memoria e iniziavo perdere la vista. . . .  Ma non ho mai pensato di uccidere qualcuno, di fargli  del male, di godere del suo male. . .. . .

Ieri mi hanno colpito i funerali di Davide Astori, non solo un calciatore sposato con la velina, ma un ragazzo del popolo che faceva un lavoro un po’ diverso; poi un’altra funerale molto meno nazionale, sempre un ragazzo 40enne,  morto d’infarto dopo due settimane di coma, da nove mesi in battaglia con la moglie per un bambino di 2 anni e adesso il niente cara moglie, può andare già da oggi ha ritirare la denuncia, i cani da guardia che gli aveva messo alle calcagna e godersi pure la pensione di reversibilità; quello che mi sconvolgo non è stato il naturale scorrere della vita anche se le lacrime gli ho versato, ma il titolo di una notizia: La morte  del carabiniere che ha sterminato la sua famiglia la settimana scorsa, si è sveglia dal coma e ha chiesto delle sue figlie, che non ci sono più però . . . . .  Uccise dallo stesso uomo che le ha messo al mondo. A questo evento mi riferisco quando prima ho affermato, come possa un uomo architettare di sparare alla moglie sapendo che i colpi non l’avrebbero uccisa e poi i stesso colpi, diventano mortali per le figlie?   E poi lui, lo ripugnante si spara? Eh be, spero che ci sia un Inferno degno della sua malvagità.. . . .

Io non ho parole . . . .

Liliana.

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