La psico-setta di Mario Pianesi

IMG_0440Argomento  di questi giorni è la tragica vicenda delle tantissime persone associate alla setta di Mario Pianesi. Da anni lui reclutava gente, che possiamo affermare con certezza che fossero molto fragili emotivamente,  e gli trasformava in schiavi, seguaci. Il controllo di tutti gli addetti veniva fatto attraverso il cibo, ossia l’obbligo assoluto di mangiare macrobiotico e molto poco. La macrobiotica è un approccio al cibo molto ristretto  e non riconosciuta da nessun ente scientifico mondiale della sanità, come dieta favorevole alla salute dell’individuo. Essa comprende un consumo minino di cibo, e per cibo si intende verdure e qualche cereale integrale.

Devo dire che ogni eccesso,  non entra più in uno stile di vita, ma diventa, muta in radicalismo, fanatismo, ideologia che trasforma la persona in una semplice pedina che va mossa, non da bisogni interni ma da persone esterne, che si presentano come guru, salvatori. Siamo al confine tra disturbi psichici, che purtroppo sempre più persone accusano,  per differenti motivi e fattori, e i malesseri vissuti quotidianamente diventano macini da sopportare, che l’unica spiaggia è quella di affidarsi a terzi, che promuovono cure, supporto,  per poi  arrivare a essere sottomessi da ogni punto di vista,  attraverso il lavaggio del cervello.

Il lavaggio del cervello consiste nella violenza passiva e punta sui sensi di colpa. La persona non sente l’effetto della violenza perché nascosta da false attenzioni, cure. Nella psico- setta di Mario Pianesi le dinamiche erano di tipo  psicologico: non solo obbligo al consumo di alimenti macrobiotici; MA anche

tagliare le unghie solo il martedì e giovedi

le donne dovevano stare solo con le donne

gli uomini non dovevano portare la barba e indossare colori accessi,

i bambini non dovevano andare a scuola, la scuola depersonalizzava il carattere del bambino

non dovevano leggere, ascoltare la musica, ballare, utilizzare internet. Solo alcune delle regole di purificazione di questo signore.

2 cose gravissime che la psico-setta di Mario Pianesi ha fatto: 1. distrutto la vita di intere famiglie e portato a morte alcune persone, perché gli indottrinava psicologicamente così tanto, che quest’ultimi rifiutavano le vere cure che ” forse ” gli avrebbero salvati;

2. Nel 2007 in Mongolia le viene assegnato la Laurea Onoris Causa e poi anche in Italia gode di tanti riconoscimenti.

Questo aspetto non è secondario perché, se sei dentro la setta con mani e piedi e non riesci a discernere tra ciò che è bene o male, il fatto che il tuo finto guro le viene riconosciuto tanti Onoris, chi sei tu per screditare uno così importante?  Poi dire solo grazie che sei una di loro, è una vera fortuna😂.

Racconti agghiaccianti di persone che raccontano la loro Odissea dentro la setta, per più di 20 anni. Interi nuclei famigliari che non solo hanno subito direttamente continui ” punizioni ” psicologiche,  ma che hanno educato i figli all’ interno di questa folle ideologia. Figli isolati dal mondo, che obbligati dallo Stato a frequentare la scuola ordinaria, hanno vissuto veri traumi nell’essere inseriti all’interno di un sistema di socializzazione più ampio, danni psicologici che incidono ancora oggi sulla loro vita. Imprese famigliare fallite perché nocive alla vera purificazione, persone spinte a lasciare il lavoro, per poi essere recluttate  quasi gratuitamente a lavorare per lui.

Un drama che si consumava davanti a tutti, con dinamiche interne macabre, proibite a essere divulgate al esterno e controllo delle persone.  Ricatti psicologici su persone che si affidavano a lui, perché già compromesse psicologicamente di loro. Un dramma nel dramma.

La vera tristezza sta nel fatto, che oggi sgomberata una setta di questa dimensione e gravità, tante altre della stessa natura e forse maggiori gravità, vivono accanto a noi. Ma come abbiamo detto, se una delle regole è quella di non guardare la televisione, utilizzare internet e lasciare il posto di lavoro, come possono avere almeno una riflessione su ciò che vivono?

Attinente a questa triste vicenda, leggete un articolo pubblicato sul mio blog ” Un uomo esemplare ” scritto da un mio amico giornalista, Guido Valobra de Giovani.

Grazie.

Liliana.

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