La maturità è uno scopo ancora da seguire?

IMG_0457La maturità di una persona costruisce lo  stampo di vita che coinvolge se stesso, insieme agli altri. Il processo di maturità è un processo continuo lungo tutto il percorso della vita. Ma per essere uno sviluppo continua ha bisogno di iniziare, e l’inizio coincide con e dai primi giorni. Per molti il bambino è un attore passivo che riceve cure, ma non riflette nessun feedback in materia di sentimenti e accondiscendenza verso il mondo esterno. Quanto più di sbagliato. Il bambino è un soggetto attivo sin dai primi giorni di vita, in modo differente perché comunica con linguaggi subliminali: il pianto è il primo modo di comunicare con il mondo esterno, infatti ci sono diversi pianti, di dolore, di fame, di fastidio.

La maturità di un essere umano inizia da questa fase primaria, che secondo viene gestita dal care- giver essa maturerà. La complessità dell’essere sta nel fatto che lo sviluppo è una catena  di eventi che deriva da altri fattori e ne produce degli altri. Se la catena viene spezzata da determinati eventi, che possono essere anche le vicisitudini della vita, non necessariamente un approccio sbagliato alla crescita sana di un bambino, abbiamo input in entrata emotivi di una determinata intensità che poggiano su stati emotivi precendetemente sviluppati e assimilati.

Come essere umani non possiamo sottrarci alla teoria della causalità, ma possiamo affiancare il bambino nella sua crescita orientando le sue potenzialità verso esperienze positive e creative. Il patrimonio emotivo generato e accomodato diventa lo scudo dell’urto della vita, ossia quei eventi che l’uomo non riesce a controllare. Questa consapevolezza nel genitore,  significa accompagnare il figlio nella sua crescita e non sostituirsi a esso. Investire nel bambino aspettative nostre, anche inconsce non è atto di maturità del genitore. Il bambino è un attore attivo e deve avere la possibilità di scelta. La scelta non è Si oppure No, va interpretata dal genitore secondo le possibilità che quest’ultimo pone di fronte al bambino. Un bambino che non ha un ventaglio di possibilità di scelta, nei primi anni di vita farà molta difficoltà a riconoscere le possibilità offerte più tardi. Le agenzie di infanzia servono anche a questo, contribuisco a sviluppare processi di maturità implicite che in famiglia  non posso svilupparsi perché gli altri attori sono troppo coinvolti emotivamente. Non solo,  ma il bambino proprio perché non stupido, riconosce la carica emotiva famigliare e si adegua comportamentalemnete secondo schemi già acquisti.

La maturità è il processo di sviluppo bio- psico – sociale che compone la struttura emotiva dell’individuo, la modifica, la ristruttura finché esso non diventa il padrone di quella struttura. La maturità non è sinonimo di età cronologica, ma di passaggi del nostro agire, che finisce per generare benessere in ogni uno di noi.

Lasciamo i nostri figli padroni della loro vita, convinti che agiscono in piena libertà, ma guidati da un timone solido di amore.

Liliana.

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