Depressione nei bambini

Per qualche strana ragione, i genitori sono convinti che i bambini non possono essere colpiti dalla depressione. Siamo connessi in ogni istante, utilizziamo tutti i motori di ricerca, viviamo  in un ampia socializzazione, esiste una significativa narrazione dello sviluppo del bambino, ma riusciamo essere ottusi, chiusi di fronte a informazioni importante rispetto la crescita emotiva del nostro figlio.

La depressione colpisce anche il bambino. A differenza dell’adulto che spesso non è capace di rendersi conto che vive uno stato di apatia con il mondo oppure si lascia trascinato emotivamente del tutto, il bambino manifesta il disagio in modo evidente. Lo sviluppo del bambino permette verso i tre anni, la possibilità di associare uno stato d’animo all’azione, momento vissuto in quel istante. Il bambino ti dirà ” sono triste ” . Essere tristi per la specie umana è uno stato d’animo con cui si deve  fare i conti tutta la vita. Ma non va enfatizzato oppure logorato, si dovrebbe affrontare con un forte abbraccio del bambino, se possibile gli si chiede il motivo, lo si accetta così com’è e si prova fare qualche cosa insieme al bambino che sappiamo li faccia piacere. Tutti i sentimenti che provocano stati alterati delle emozioni, come la gelosia, la tristezza, la rabbia, l’impulsività vanno affrontati insieme al genitore, discussi e appoggiati per tutto il periodo dello sviluppo.

Ci sono molti e differenti fattori che determinano l’impatto emotivo che un evento si manifesti in un modo negativo oppure positivo. Per molti dei fattori, così come la causalità della vita stessa,  l’uomo può solo prendere atto e munirsi di competenze emotive e materiale per superare l’evento, per tante altre l’uomo diventa agente diretto nel provocare una situazione o meno. Pensiamo alla separazione dei genitori,  scelta della scuola, degli amici, delle abitudini quotidiane famigliari, la gestione del tempo libero ecc ecc. Questi eventi sono organizzati dalla famiglia e influiscono moltissimo sulla crescita del bambino. Il bilancio sta esattamente  in mezzo ossia, se una grande parte della nostra vita non  possiamo deciderla,  ma possiamo invece avere il 100% del controllo dell’altra parte, allora  lo sviluppo bio-psico-sociale va allenato e incentivato nella parte dello vita in cui noi siamo agenti attivi. In così modo lo spazio intrapsichco, cioè il nostro mondo emotivo assimilato e accomodato, da via a modelli emotivi funzionali che riescono a contrastare gli imprevisti della vita, che sono momenti spesso molto difficile da superare.

La società di oggi è la società del dolore senza avere la capacità di sentire l’effetto del dolore. Abbiamo l’impressione che tutta la semplificazione della vita, apportata sia dalla tecnologia sia dal continuo consumismo non può che generare benessere e il problema siamo noi,  se non riusciamo a sintonizzarci sulla stessa onda con gli altri. Il bambino rischia di perdersi tra queste illusioni che troppo spesso il genitore gli proporne come modelli genitoriali validi ” abbiamo i soldi, posso offriti tutto e tu sei pure triste “. Quanto più di sbagliato, perché propio queste giustificazioni del genitore superficiali,  lo rendono cieco di fronte alla sofferenza del bambino.

La depressione può colpire anche un bambino di un paio di mesi, anzi sarebbe gravissimo se questo avvenisse, perché il mondo emotivo inizia a sperimentare la frustrazione e il fallimento come prime emozioni. Un bambino che viene ostacolato nel sperimentare il proprio corpo, il terreno circostante,  mangiare da solo, pasticciare, cadere e rialzarsi, sentire la struttura di un giocatolo, di un qualcunque oggetto perché tutto passa attraverso il giudizio della mamma è, un bambino che non fa il suo lavoro, ossia il bambino. Sono le mamme ha giudicare e determinare la pericolosità di tutte le trasgressioni citate prima.

Difficile giudicare la genitorialita, ma sono triste per tutti quei bambini che vedo in loro grandi capacità di intraprendenza, trasformarsi in bambini tristi, violenti, stufi, pigri, lenti, svogliati perché per qualche strana ragione adesso la madre ha mollato l’osso e gli ha dichiarati abili e autonomi nel gioco. Adesso che la loro creatività è stata debellata, la voglia di fare e di sbagliare ostacolata . . .

L’illusione del benessere  ha provocato molto danni, ma i danni andranno ad aumentare se il cucciolo d’uomo viene cresciuto all’insegna della iperprotezione e non responsabilità. Il mondo futuro si delinea sempre più a modelli e stili di vita mai sperimentati dall’uomo,  dove la teoria di Darwin, cioè quella della selezione verrà a dichiarare la vittoria dell’millionesimo e non di tutti.

È chiaro che se un genitore non vede e non legge l’interpretazione della propria vita, difficilmente riuscirà a capire lo stato d’animo del figlio. Allora ascoltare, copiare, mettere in dubbio si mostrerano tattiche utili e vincenti per tutto il nucleo famigliare.

Liliana.

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