L’odio

Che cos’è l’odio? Metà dell’universo, metà di ogni essere umano, metà della natura, metà della vita, metà della fede . . . Noi siamo la lotta tra Eros e tanathos e la socializzazione e civiltà sono prodotti dello scambio tra gli essere umani, ma soprattutto la mediazione degli istinti. L’umanità si è evoluto grazie alla mediazione degli istinti.

Oggi l’odio occupa lo scenario sociale e politico. Molti i canali per promuovere tale sentimento ostile e grave, la televisione, i social, le campagne politiche. Byung-Chul Han in Psicopolitica, spiega questo fenomeno e non solo. Il nuovo cittadino neoliberale promuove un qualche cosa, in questo caso l’odio senza rendersi conto delle conseguenze, anzi non riesce nemmeno ad anticipare i nuovi comportamenti sociali provocati. La politica ne è l’esempio lampante oggi. Essa è governata da persone non competente, eppure sono stati eletti dai cittadini stessi. Ma c’è  un ” MA ” enorme! Arrivati al potere, le persone non lì vogliono più, perché il voto della maggioranza dei cittadini non sono stati voti di fiducia, ma di ostilità nei confronti dell’altro partito. Questo il scenario di un finto benessere sociale e libertà di stato. Le persone non hanno nemmeno più una responsabilità nei confronti del territorio che occupano e che lasceranno in eredità ai loro figli. Questa continua deresponsabilizzazione porta a una depersonalizzazione dell’individuo, che lo espone agli istinti più animali della razza umana, ossia l’dio.

Quando le nostre azioni non sono più oggetto di giudizio, l’umanità si trova a gestire la complessità della vita con il metro della semplicità. La seconda guerra mondiale condotta solo esclusivamente nel nome dell’odio, ha portato morte, uccisione, malvagità, povertà.

La forbice sociale odierna e una cattiva comunicazione mediatica, rischia di riproporre una pagina triste della storia, non meno crudele e spietata. L’odio non potrà mai portare la pace e nemmeno diritti, perpetuerà sempre odio. È matematico il calcolo. Osservo come l’odio mascherato, viene spesso educato. Bambini che vengono invitati caldamente dai genitori a difendersi come se fossero in guerra, l’egoismo che viene giustificato, la violenza minimizzata e tollerata, comportamenti aggressivi nei confronti degli  altri premiati perché l’altro ha sbagliato. L’umo è così ben fatto, che la difesa è istinto naturale, si chiama istinto di sopravvivenza. Quindi andrebbe solo dosata e misurata e non esaltata.

Da educatrice socio culturale e gran osservatrice, invito caldamente a ridimensionare l’odio e promuovere l’amore. Il primo si compie in un attimo e difficilmente si possa cambiare, l’amore invece ha bisogno di tempo per essere coltivato, e quando arrivano alla maturazione i frutti, sono l’effetto di una redenzione celestiale, che porteranno  gioia e solenne pace.

Liliana Manea.

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