Parlare la stessa lingua del bambino

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La nostra società post – moderna è senza precedenti, sulle teorie e sviluppo psico  – sociale del mondo del bambini. Internet e motori di ricerca ci espongono ad un infinità di informazioni riguardo il vasto mondo dei piccolini e, questa possibilità ” infinita ” presenta delle insidie. Non sempre chi scrive si avvale di una vera conoscenza su un determinato argomento, oppure presenta un esperienza loro personale ( pensate alla pandemia virale sulla questione dei vaccini ).

Che lo sviluppo del cucciolo d’uomo, presenta differenti fase scandite di crescita che lo espone a continui conquiste e senso di fallimento, processo che racchiude l’assimilazione e l’accomodamento di concetti e schemi mentali, su cui poggia l’intero mondo cognitivo è ormai saputo e risaputo. Ma come sempre la teoria può risultare facile assorbirla, ma la difficoltà nasce dal fatto che ogni essere umano è soggetto all’interpretazione degli eventi ed informazioni. Questa caratteristica predispone la complessità e l’unicità dell’individuo, ma sempre la stessa lo espone anche a dei rischi. Ogni azione espone alla reazione. Molti genitori si rifanno al modello genitoriale osservato su di loro, senza comprendere che la società si evolve e l’evoluzione presuppone anche l’incognita.  Saper prevedere, pensare  il futuro significa essere in sintonia con i continui e movimentati tempi odierni, quello che ieri era novità oggi, poggia sul tavolo del consumismo. Il fatto che oggi l’uomo si nutre dell’immediatezza non significa che esso si sottrae all’incertezza. L’incertezza muove oppure dovrebbe muovere l’essere, a pensare il futuro e costruirsi un riparo, il famoso ombrello a cui pararsi dalla pioggia ( intesa come manufactury risck, esempio: il matrimonio, comprare un abitazione, fare figli ecc. ).

In un mondo effimero di valori e norme, dove il concetto di libertà è inteso individualmente il bambino ha e avrà sempre bisogno di amore ed educazione per crescere. Il primo ingrediente ” l’amore ” predispone tutto uno schema emotivo su cui poggerà l’intero mondo/ repertorio conoscitivo dell’essere.  Ma il rischio odierno sta proprio nel gestire ” l’amore ” verso il bambino. Il genitore intende con l’amore: protezione, cura eccessiva, sostituirsi di continuo ad esso, esporlo ad un infinità di stimoli esterni alla famiglia.

Parlare lo stesso linguaggio del bambino significa entrare in una dimensione della semplicità, colore, sonorità, forme che crea una specie di cellula embrionale  della diade oppure triade. Nella semplicità si costruisce la complessità, situazioni che danno spazio all’incognita e allo stupore. Seguire l’istinto naturale del bambino è un’altra porta aperta per comunicare allo stesso livello col piccolo. Non comunichiamo solo attraverso le parole, anzi il linguaggio è un processo cognitivo tardivo rispetto le competenze cognitive, ma ci si espone verso l’altro attraverso la gestualità, prossemica, mimica, l’azione diretta. Nella misura in cui ci si risponde ai bisogni del bambino, nello steso modo ci si crea con lui una linea diretta emotiva empatica che perdurerà per tutta  la vita. La comunicazione endogena permette la maturazione di un intero repertorio emotivo positivo ed estroverso, che permette al cucciolo d’uomo di mappare azioni e progetti a diversi e differenti interessi e necessità.

Come  si impara il linguaggio del bambino?

Per molte persone questa capacità è innata e una predisposizione naturale, per altre ci vuole l’umiltà di accettare la non naturalezza dell’evento e l’impegno di apprenderlo attraverso il gioco, l’esercitazione in un gruppo, l’osservazione attiva in contesti dinamici con i bambini, l’attenzione, la curiosità. Questa apertura mentale aiuta non solo a diventare migliori genitori, ma anche a migliorare molti aspetti emotivi della propria vita con più facilità. Ci si allontana da quella sindrome patologica ” Do a mio figlio tutto quello che a mancata a me ”  ma che troppo spesso si traduce in beni di consumo, invece di investire sul piano relazionale e sociale.

Grazie.

Liliana Manea.

 

 

 

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2 pensieri riguardo “Parlare la stessa lingua del bambino

  1. Non è mai facile fare il genitore o essere una figura d’accudimento per qualcun altro. Penso che chiunque voglia prendersi cura dell’altro possa partire dal prendere atto dei propri limiti e di tutti gli errori che necessariamente finiremo per fare. L’importante è ricordarsi che molte volte è proprio dagli errori che si può imparare e crescere. Complimenti per l’articolo

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    1. Grazie mille. Concordo pienamente con lei, osservo solo che oggi il bambino viene strumentalizzato all’insaputa del genitore stesso, ma al danno di quest’ultimo. L’errore è l’unico strumento che l’uomo ha per misurarsi con i propri limiti, ma al bambino odierno non le viene concesso di sbagliare. Buona serata. Liliana.

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