Futuro incerto

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Alla presa con la continua ed estenuante crisi economica che impedisce al paese di ripartire, il futuro si presenta sempre più incerto. L’incertezza naturale di cui Heidegger ne parlava, non rientra nella pianificazione dell’uomo odierno.  Devo dire che comunque Heidegger ne faceva una questione filosofica e spesso il linguaggio mistico dei filosofi,  nascondono una ricerca interiore intensa, che difficilmente possa trovare riscontro  nell’uomo comune. L’uomo post –  moderno non è abituato  vivere nell’incertezza della certezza. Lui pretende di programmare persino il suo funerale, con il pretesto di non dare nessun incomodo all’altro. Dunque dichiara apertamente che nella vita a combinato poco e nessuno potrà mai interessarsi a lui, nemmeno da morto. Triste e inquieto!  Siamo stati educati a dover fare affidamento sulle nostre forze e  pensare al nostro più stretto inquilino di rado, e senza tanto empatia. Questa la condanna dell’individuo moderno. Consuma la sua vita nella solitudine, ricerca di approvazione sociale, depressione a lungo termine, egoismo. Rifiuta nel modo più assoluto la sua psicosi e non accetta la sua condizione, come dannosa al suo benessere.  In un mondo tecnologizzato dove la scienza esatta viene esaltata al massimo, a spese di un uomo che nasce dal più complesso mistero del mondo si assiste al vuoto esistenziale.  Il mistero sta per complessità, verità nascosta. Anche il nostro animo è nascosto, e insieme alla mente che produce pensieri tradotti con immagini, risultiamo ad essere l’essere più incredulo dell’universo.

Il futuro prossimo è profondamente incerto e incontra l’uomo più impreparato che mai esistito sulla terra.  Le mancate minacce esterne hanno fatto crollare la capacità di creare barriere, mischiato al benessere degli anni d’oro del mondo occidentale, ha dato vita ad un individuo pallido e scontato. Svogliato e arrogante, mira al successo immediato e poi in intimità mostra debolezza e stanchezza.

Vivere nell’incertezza crea depressione senza trauma, ossia i psicologi chiamano cosi la sindrome della sofferenza di oggi. Nessun evento traumatico, nessuna infanzia rubata eppure non c’è scintilla che possa risvegliare la voglia di vivere. Vogliamo avere tutto senza nessuna fatica. Oggi i genitori educano i figli per un futuro calcistico perché si guadagna tanto, si fa una vita di lusso. Per le ragazze la vita sembra ancora più facile, basta raggiungere la spudoratezza di mostrarsi sempre e ovunque, cioè il fenomeno Feragnez.

Come affrontare la paura dell’incertezza?

Difficile dare ricette miracolose che fanno perdere 5 kg di paura in una settimana, il cambiamento richiede impegno costante e l’effetto catartico non avverrà attraverso una cosa pensata, ma intima e mistica. Allora sentirete che nessuno mai potrà impedire voi di sognare e lottare. La semplicità si impossesserà  nel vostro cuore e la vita si mostrerò più bella e dolce. Niente e nulla potrà togliere sentimenti cosi nobili come L’incertezza, perché senza di essa l’uomo sarebbe stato una nullità. Essa spinge alla fatica, rischio, scommessa e si traduce in piacere, al obiettivo raggiunto. L’esperienza, l’impegno, la volontà, il riconoscimento, l’educazione sono alternative all’incertezza. Essa non si sconfigge, ci si abitua  viverla, senza lasciarla  comandare la nostra vita. Rimanere in uno stato di alienazione potrebbe risultare pericoloso. Quando si smette di combattere mostri, paure, dolori, delusioni si alleggerisce di molti strati emotivi e ” forse ” scoprendosi più nudi si riuscirà vivere meglio. Forse sta per incertezza, cara Liliana. . .

Grazie.

Manea Liliana.

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