Senso di colpa

Niente e nessuno è più forte del senso di colpa. Esso governa i nostri stati d’animo, sentimenti, decisioni, relazioni inter e intrapersonali. Il mondo intrapsichico che altro non è, che la lotta tra divino e male, amore e odio da spazio alla percezione  del dubbio/ della tensione e,  quest’ultima  genera il senso di colpa. Lo si sperimenta sin dalle prime interazioni con il mondo esterno, il morso del senno della mamma, indica la lotta tra due tensioni: l’amore e la necessità di essere nutrito da una parte;  l’odio invece verso il senno, si manifesta  se questo arriva troppo tardi o non nutre abbastanza. Questa  tensione viene risolta con il senso di colpa, che secondo viene gestita e insegnato dalla madre, il bambino la introietta. Tutto il mondo emotivo viene a formarsi e strutturarsi tra questi due limiti, e non finisce mai questo processo,  anzi si trasforma e riforma per tutta la vita.

Il senso di colpa viene percepito come tale nell’età adulta, e nemmeno allora è Un evento scontato. Come tutte le emozioni, anche esso è un insieme di stati d’animo che pervadono il nostro sentire più intimo, e portano l’individuo a essere preda/ vittima / schiavo  di questo stato di malessere.

Cos’e l’emozione?

Daniel Goleman la definisce come ” ogni agitazione o turbamento della mente, sentimento, passione: ogni stato mentale violento o eccitato “, ogni emozione è un sistema di percezioni, sentiti. Dunque se il senso di colpa è un emozione, definita da un insieme di emozioni, allora quale sono le altre emozioni che la definiscono? Con ogni probabilità si potrebbe intuire emozioni come: la paura/ la collera / l’amore / la delusione / la tristezza / la gioia ecc ecc. Il nostro cervello è abituato lavorare per risparmio di energia è, rimanda al corpo il senso di dolore / stanchezza /  insonnia / rigidamento corporeo / apatia quando a livello cerebrale si attivano sinapsi che elaborano dolori consci o inconsci.  Questo misto di emozioni cerebrali, crea a livello corporeo uno stato di incertezza fisica e concreta, che inducono le persone a permanere per molto tempo della loro vita, tra tensioni estreme psicologiche.

Il senso di colpa frena decisioni / scelte / opportunità che si possono dimostrare positive per il futuro.  Questa nuvola grigia emotiva, traghetta la persona verso porti sicuri, ossia non le permette di scommettere/ di impegnarsi emotivamente con nessuna realtà circostante. L’inconscio che può essere rappresentare come,  un burattino che mete in atto la stessa piecè teatrale, non permette la libertà emotiva, perché la tensione di cui esso si nutre non trova spazio per emergere e rilassarsi.

Vivere con continui sensi di colpa, può dimostrarsi doloroso e  fallimentare. Uscirne è possibile? Tutto è possibile, basta rendersi  conto del malessere che si vive, affidarsi ad un psicoterapeuta competente e dedicarli tempo.  Se la tua vita è dura, essa rappresenta ciò che tu hai vissuto e conosci meglio, e ogni conquista , cambiamento importante che si vuole conquistare, non è l’immediatezza la sua risposta. Il tempo accompagnato in modo differente e sostenuta da un professinsta, è l’unica via d’uscita. Il tempo significa aspettare, soffrire, imparare a vivere.

La catarsi, la metamorfosi, la luce non è segnata da un momento specifico, ma da un modo di approcciarsi alla vita più leggero, consapevole e libero. La  libertà da spazio al amore, alla felicità, al sorridere di più, alla speranza, al non sentirsi sempre in dovere di soccorrere qualcuno.

Grazie.

Manea Liliana.

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