L’arte della separazione moderna

Mi separo oppure no? Faccio la scelta giusta oppure sto sbagliando? Chi mi consiglia di non farlo, mi comprende sin in fondo? Qual’è la decisione giusta per i miei figli, stare insieme e fare finta di essere una famiglia, oppure mostrare coraggio per loro e prendere decisioni impopolari?

Queste solo alcune domande e riflessioni che si pongono assiduamente chi decide di separarsi? Il tira e molla che caratterizza il periodo prima della separazione effettiva è una fase della vita molto difficile e dolorosa, sopratutto se ci sono bambini di mezzo. La sommersione dei conflitti di coppia verte verso ambiguità, incertezza  e mancata sicurezza, tutti aspetti importantissimi per la tranquillità e spensieratezza di un modello genitoriale concreto e improntato al amore, rispetto/ riconoscimento di tutti i membri della famiglia. Crescere in un ambiente malsano può solo peggiorare le poche energie positive che tutti i membri della famiglia difendono per un istituto di sopravvivenza.

La separazione da compagni di vita e non da genitori, è un lutto per tutti i compartecipanti. Ma il lutto per essere elaborato c’è bisogno di tempo e di buon senso da parte degli adulti. Gli adulti spesso si fannno le guerre perché non riescono a controllate la loro paura di solitudine, di abbandono, di non essere più amanti.

Quando però lui/lei decide la rottura della coppia, improvvisamente diventa cattivo/ stronzo/ maledetto/ irresponsabile/ traditore. Queste solo alcuni aggettivi che si sente urlare. Questa rabbia improvvisa determina il loro corso della separazione, consensuale oppure conflittuale. E i figli cosa fanno, dove vengono rimpiazati? In mezzo a un processo a colpi di conflitti, menzogne, ricatti, minacce? Si, purtroppo sì. . .

Molte persone tornano sui loro passi, perché amano enormemente i loro figli e non vogliono fargli soffrire ulteriormente. Tornano e si prendono per l’Ennesima volta la responsabilità della vita, e chi ha accusato ingiurie e cattiverie, pensa di aver vinto/ di non essere lui/ lei il problema.

Dico a queste persone che qualsiasi decisone essi prendono ( di rimanere oppure di andare sin in fondo ) è comunque e sempre amore per i figli. Non si può colpevolizzare sempre, solo perché l’altro ha voglia di farti la guerra e non affrontare una sconfitta in modo adulto, dando spazio di una vita migliore a chi non può difendersi, ossia in questo caso i  bambini.

La società di oggi è quella delle passioni tristi, dell’individualizzazione e dell’egoismo. Non si può demolire la cultura del più forte/ arogante / onnipotente senza reagire. Avere paura è normale, ma poi la paura va affrontata è trasformata in punto di forza, coraggio e speranza in una vita migliore. Non fare niente non adduce cambiamento, anzi ti indebolisce di più.

Vado avanti sulla mia strada!

Grazie.

Manea Liliana.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...