L’epoca del marchio . . . Il tattuagio

Per molti secoli, il tattuagio, altro non era che il marchio del carcerato. Era il simbolo che etichettava la persona , come delinquente. L’appellativo ” delinquente ” non conosceva declinazione, più delinquente o meno, chi conosceva il carcere era condannato per la società come, il delinquente. Quello che sorprende, che il tatuaggio del carcerato di ieri era sobrio, persino elegante, rispetto all’orrore che oggi si vede in giro.

Fedez, il cantante, afferma che i suoi tattuagi li considera delle opere d’arte. Partendo da questa consapevolezza oggi,  una grande percentuale della popolazione si tattua, perché considera il corpo una tela preziosa e l’arte va custodita / incisa sulla propria pelle? Difficile da descifrare un messaggio di tale sublimazione, ma certo rimane il fatto, che molte più persone ricorrono a questa tecnica per qualche strana ragione.

Quali fattori / imput può indurre una persona a decidere di tattuarsi?

Assogmigliare al branco e quindi sentirsi parte di un IO collettivo,

Nascondere una fragilità di fondo e  mostrarsi al mondo con una percezione modificata,

Avere una consapevolezza sbagliata del propio IO

Tornare alle origini dell’uomo ( riconoscersi con le tribù degli albori e cercare inconsapevolmente di rincorrere una libertà di spirito, che non esiste più  )

Corpo = Oggetto

Disperato bisogno di essere riconosciuti / visibili?

Disperato bisogno di essere esibizionista?

Incidere scritte, nomi, disegni significa comunicare con un nuovo messaggio // linguaggio universale?

L’universo del tattuagio ha un potere mistico su molti adolescenti che in mancanza di certezze, di un futuro, ricorrono al tattuagio come simbolo della certezza / del ” per sempre ” . Il consumismo che caratterizza la società odierna, come un marchio indisoblubile tocca la pelle/ il tatto e la permanenza nel tempo. La storia di una persona viene a consumarsi entro i disegni di un corpo che comunica. Non più spazio all’immaginazione / all”originalità /all’ unicità ma all’omologazione.

La libertà di una persona si misura anche attraverso ” la libertà ” di usare il proprio corpo come meglio desidera e il giudizio esterno, non serve.

Rimago con due dubbi? Qual’è l’età giusta per decidere di tatuarti, senza rimpianti?

In alcuni casi, ci vuole o si può invitare ad una terapia psicologica?

Grazie.

Manea Liliana

 

 

 

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2 pensieri riguardo “L’epoca del marchio . . . Il tattuagio

  1. Ciao Lily, io ho un tatuaggio e non condivido il tuo pensiero.
    Per me non è una forma di esibizionismo, né voglio assomigliare al branco o farne parte.
    E’ stata una scelta, come così penso debba essere, ponderata nel tempo.
    Il mio tatuaggio ha un significato molto importante.
    Non è un marchio.
    E’ un modo di essere.
    Chi ha un tatuaggio sa cosa voglio dire.
    Buona serata

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    1. Il mio articolo non voleva offendere qualcuno, ho accolto solo i tratti di Un epoca in cui tutto ciò che si espone, lo si fa per puro esibizionismo e non per necessità. Poi chi ha uno, due, tre tattuagi e ne rappresentano qualcosa di importante non è criticabile, trasformare il corpo in una tela, piazza, non posso non pensare che ci sia dietro qualcosa di più profondo, che lo spinge a tanto. Un bacio cara mia amica.

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