Rapporto qualità – remunerazione nel sociale

Risultati immagini per foto di anziani incasa di curaIl tema che voglio affrontare oggi è quello del mondo socio – assistenziale, sia da un punto di vista formativo, sia dal punto di vista remunerativo.  Come sappiamo bene la società italiana e in generale quella occidentale, nei ultimi decenni ha raggiunto un livello e stile di vita migliorativo su tutti i fronti: in materia di lavoro; salute, tempo libero e puro svago, intrattenimento, livello pensionistico. Tutto questo si traduce in benessere bio – psico – sociale, ossia si riprende tutti i principi su cui poggia la definizione della salute dichiarata dell’OMS. Vorrei ricordare a gran voce, che se nel mondo occidentale non solo ci si gode di ogni diritto, addirittura l’individualismo attira a se anche una specie di diritto ab persona, un terzo del mondo vive situazioni di un forte disaggio esistenziale, e i cittadini del mondo, perché le frontiere esistono solo nella mente egoista delle persone, ci sono realtà intere in cui non sono assicurati dallo stato  nemmeno i diritti fondamentali della vita, ossia quelli primari ( alimentazione, abitazione, salute e scuola ). Perché ogni diritto è una convenzione sociale e di conseguenza, lo Stato è il garante dell’applicazione del medesimo diritto.

Se la società altro non è che una colonia di persone, che si riconoscono tali perché nati sullo stesso territorio, in un determinato tempo storico e riescono ad avere una convivialità accettabile è, perché il buon senso ha detto a qualcuno molto prima di noi, che per non far prevalere gli istinti più feroci e la legge propria, allora meglio era che regole / tradizioni / istituzioni / leggi governassero al di sopra di ogni uomo. La società si fonda sulla prevedibilità e la continuità nel tempo di determinati modi e stili di vita. Per garantire la stabilità e l’ordine cittadino, intervengono tutte le istituzioni importanti come, la famiglia, la scuola, la politica perché essi agiscono sul fronte del controllo.

Nella nostra società odierna viviamo contraddizioni visibile a tutti, ma che non perché visibile e punti dolenti, sono ripresi e ridiscussi in politica. Uno di questi punti bollenti è quello del TERZO SETTORE, OSSIA QUELLO SOCIO – ASSISTENZIALE. Nonostante L’Italia è il secondo paese del mondo in cui si vive di più, gli operatori del terzo settore sono mal pagatissimi. Stiamo parlando di personale qualificato, OSS, EDUCATORI, PSICOLOGI, ASSISTENTI SOCIALI ECC che lavorano su turni, 365 giorni al anno, pochi riposi, mal pagati, con contratti che non rispettano nemmeno il diritto di ” persona umana ” e con poco riconoscimento sociale.

Il famoso Terzo Settore è il settore del NON PROFIT,  che significa che pagano tasse molto inferiore ad ogni altro settore e i fondi che vengono conteggiati a fine anno, non potrebbero essere dispensi altrimenti se non all’interno della stessa cooperativa. I controlli sono pochi e troppo spesso si innescano meccanismi a livello mafioso tra di loro e le loro attività. I fondi che essi fanno girare sono statali, regionali, europei. Quindi i fondi sono molte volte ingenti, ma gli operatori che tengono in piedi un castello cosi ben fondato, sono molto mal pagati e poco riconosciuti a livello lavorativo.

A livello formativo, ci sono corsi di un nr di ore che di solito sono gratuiti e questi tipologie di corsi sono prevalentemente di OSS, poi subentrano i corsi universitari che invece gratuiti non sono. La differenza tra un OSS e un altro operatore più altamente qualificato, in termini remunerativi è di 100/ 150 euro. Stiamo parlando di stipendi di 1200/1300 euro al mese, riconosciuti dallo Stato come giusti. Per non entrare nel populismo più basso, inviterei chiunque voglia vedere e sentire quello che le nostre OSS fanno dalle 6.00 del mattino.

Il problema non è solo a livello remunerativo, ma ci sono altri altrettanto importanti e percettibili, ossia : OGNI PERSONA CHE SI AVVICINA AL LAVORO SOCIALE E’ VERAMENTE PORTATO PER QUESTO LAVORO COSI PARTICOLARE; POI TUTTE I DISAGGI PSICOLOGICI CHE PORTANO QUESTO LAVORO , COME LA DEPRESSIONE, IL BUR-AUT  COME FANNO A ESSERE RICONOSCIUTI E ULTERIORMENTE RISOLTI?

Ogni lavoro a grande investimento emotivo crea dei vuoti, senso di fallimento e stati di stanchezza maggiori, rispetto ad altri lavori. Il problema BURN-AUT non ha nessun tipo di riconoscimento in Italia e le persone, per non farsi licenziare ( perché cosi vengono spaventate dall’alto ) resistono e imparano a vivere all’interno di un oppressione oppressiva. Ma come tutte le macchine perfette, la macchina umana  ha bisogno di sfogarsi e il preso di mira è il utente, nei casi per la maggiore, non sempre per fortuna. La qualità della vita di ogni lavoratore va migliorata e riconosciuta. Ma nel terzo settore, quello del non profit,  questo non avviene.

Nessuno farà mai diritti per qualcuno, se quel disaggio non lo tocca da vicino!

Grazie.

Liliana.

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