Resisto di più io, Il Conflitto!

Immagine correlataPerché il conflitto è più forte dell’amore?

Il conflitto per definizione è la tensione emotiva e dinamica che si consuma tra due persone oppure più confliggenti. La particolarità del conflitto sta nella sua storia e ridefinizione, esso si colloca tra amore e odio, i due estremi della psiche umana. Perché ci sia un conflitto,  c’è un  passato di affetto, rispetto, solidarietà, empatia, condivisione di uno o più beni, materiali oppure affettivi ( figli, grado di parentela stretta ecc ). Più la storia è lunga, complessa, ricca di eventi, più gli aspetti emotivi sono coinvolti  in modo teso e distorto. L’emotività diventa disfunzionale quando si utilizza consapevolmente per danneggiare e offendere l’altro confliggente. Con questi termini parliamo di rabbia, cattiveria, volontà di ferire l’altro.

La Mediazione Famigliare e la risoluzione dei conflitti, affronta il conflitto con molti approcci e metodologie strumentali differenti,  non per neutralizzare quest’ultimo arbitrio,  ma riconoscere i stati d’animo più presenti nelle dinamiche conflittuali, e coscientizzarle ai propri assistiti, la pericolosità di rimanere intrappolati in strutture rigide e chiuse, come il conflitto.  Nella vera Mediazione, fatta da professionisti con etica e responsabilità, rimane  un solido evento importante, quello della ” Coppia non Mediabile “. Questo elemento è importante coglierlo subito, quando all’interno della coppia si consuma della violenza, di qualunque tipo sia, psicologica oppure fisica, verso l’altro coniuge, verso la filiazione.  Per chi non conoscesse la Mediazione famigliare, da essa si può accedere attraverso due modalità: volontariamente, facendo essa parte da quelli lavori non professionalmente inquadrate in Ordini, oppure tramite richiesta di un giudice.

L’aspetto importante della Mediazione è, trovare professionisti che comprendono la situazione, e non si degeneri in sedute psicoanalitiche o di altro genere. Il conflitto è il punto focale su cui verge l’incontro. Le cause, l’origine, l’amplificazione del conflitto non sono elementi da sviluppare e sviscerare all’interno della seduta, ma le dinamiche tesi a far  degenere il conflitto. Faccio questa affermazione perché l’acceso al Master in Mediazione è previa laurea in psicologia, pedagogia, legge. Fare minestrone è facile, ma un vero professionista, ha strumenti professionali acquisite, ben definite su cui lavorare.

Perché l’odio più forte dell’amore?

Entrambi  sentimenti sono pulsioni di vita o di morte naturali. L’educazione emotiva dell’individuo,  non è evento scontato, ma teorizzato e applicato nell’atto di crescita permanente. L’organizzazione emotiva è un processo permanente, adattativo, flessibile e vitale. Il conflitto si colloca nella permanenza in un rigido paragrafo funzionale, quello distruttivo.   Ogni conflitto porta via energia vitale al cambiamento.

Il mediatore ha il compito di razionalizzare il danno, a spese di una crescita positiva e futuristica più costruttiva.  Ogni evento conflittuale protratto nel tempo e che ostacola il cambiamento, è dinamica inconscia reattiva a qualcos’altro, che  ha danneggiato profondamente la sfera emotiva in passato, ma farla presente al confligente, significa portare via troppo tempo, e molte volte senza risultato, a scapito di una situazione presente scottante e pericolosa. La Mediazione non risolve problemi inconsci, riconosce e ridimensiona un conflitto presente, per una crescita e miglioramento della qualità della vita presente. Se poi c’è una conseguenza successiva positiva,  che genera una tensione minore anche su altri fronti, significa che il processo entro quale la Mediazione  si colloca, a fatto il suo dovere ed essenza. Alcuni Mediatori parlano di Catarsi, come evento desiderato e risultato efficace da perseguire.

Se volessimo scomporre il conflitto in elementi socio emotivi,  ci troveremo sempre di fronte a due attori: VITTIMA E CARNEFICE. La vittima per definizione incassa ogni tipo di offesa e il Carnefice manipola sentimenti, sentiti dell’altro. Chi è abituato ad avere il potere sull’altro , non ama essere messo in discussione, e tanto meno riflettere sul suo agito. Alcuni soffrono di cecità emotiva, altri invece conoscono solo questo modo di relazionarsi al mondo e non sono affatto disposti  trattare o mediare. La vittima oppressa, ha solo voglia di uscire fuori da una situazione scomoda e frustrante.

Avere ragione diventa questione di vita e di morte. L’odio è più forte dell’amore, in persone in cui i sentimenti prevalgono sulla ragione. Autocontrollo, empatia e responsabilità sono comportamenti acquisiti nel tempo, che determinano il grado di maturità di una persona. Quando queste vengono a meno, la rabbia e lo sconforto si annidano nel agire del confligente e diventano modalità di relazione. La permanenza in questo stato d’animo è molto pericoloso, Non solo per l’altro confligente, ma sopratutto perché la rabbia aumenta a dismisura, come la pressione in una pentola a pressione. Si rischia l’esplosione di un impulso violento, che non sempre ha un contenitore.

Educare al autocontrollo e reindirizzare sentimenti come la rabbia, la distruzione, l’euforia diventa importantissimo per ogni essere umano, indifferentemente quale epoca e tempo storico esso viva. Rabbia – Amore sono l’antitesi della stessa medaglia e sono l’unico modo esistente che abbiamo di rapportarci agli altri. La socializzazione trova radice in questa formula grezza dell’umanità.

Il conflitto che muove questo piccolo articolo, sta nel mio ultimo anno e mezza della mia vita. Grazie, se mai si potesse ringraziare a battaglie lunghe e estenuate che affronto,  ho conosciuto la Mediazione famigliare. Mi sono iscritta a questo Master e fra un po’ di mesi ne sarò al servizio degli altri, spero con più efficacia e professionalità della nostra Mediatrice. Conoscere l’efficacia e la forza di un vero conflitto, che ostacola la crescita della vita, fa di me un’osservatrice famigliare più acuta e sensibile. Non che gli addetti ai lavori non lo siano, ma sono dell’opinione che un nostro vissuto personale, usato con cautela e buon dosaggio,  si dimostri un bagaglio conoscitivo importante.

Manea Liliana.

Grazie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...