Cosa sono le MAD

MAD sta per ” messa a disposizione ” e c’è un grande fermento in queste ore, in tutte le scuole italiane. Finite le graduatorie, che sono sempre professori precari, la Scuola consulta le MAD, per riempire le cattedre scoperte e sopratutto il Sostegno.

messa a disposizione

 

Titoli per poter accedere alle MAD nelle Scuole per l’infanzia,  Scuole Primarie e Sostegno

  • Laurea in Scienze primarie oppure equipollenze
  • Laurea in Scienze dell’educazione oppure titoli equipollenti
  • Laurea in psicologia
  • Superiori psico pedagogico

Ci sono siti che spiegano dettagliatamente la funzione e la possibilità di inviare le MAD. Sono a pagamento, purtroppo. Io ho spesso 29,00 euro e spero poter accedere per qualche cattedra.

Io vi metto il link del sito che hO mandato le MAD per me

https://www.voglioinsegnare.it/

Ci sono molte controversie e criticità in termini di competenza e contenuti con le MAD.  Ma questo discorso importante e complesso, va discusso e approfondito dal MIUR, che invece dovrebbe avere competenze in materia didattica e pedagogica.

La scuola rappresenta l’investimento per il futuro di ogni individuo e per una migliore società, e vanno accolte i continui cambiamenti nella loro globalità e complessità, come materie scolastiche di studio: MATERIE  introdotte dagli studi elementari in cambiamenti sociali, climatici, culturali, interculturali, economici finanziari, informatici, etici e ecc. I cambiamenti sono datti da professori preparati e attenti a uno sviluppo interdisciplinari della stessa.

Non è la sistemazione di milioni di precari, risolvere il PROBLEMA. Aprire concorsi pubblici, sono voti verso una politica debole e populista che tratta l’argomento in termini consumistici e superficiali. Investire nella continua formazione all’avanguardia del docente, offrire spazi d’ascolto,  cambiare ambiente del lavoro oppure posizioni, sono solo alcune possibilità che il corpo docente non cada in una quotidianità sclerotica e depressiva. Lavorare con il fattore umano non è compito facile, quindi IL PROBLEMA non è facilino.

A chi diciamo e svisceriamo questa matassa molto spinosa e complessa?Stiamo parlando del futuro dei nostri figli e non solo. . .

IL PROBLEMA è il futuro prossimo della società, che implica competenza e apertura verso il cambiamento, che diventa possibile all’interno dell’aula, attraverso la sensibilità del professore. Quest’ultimo deve avere una preparazione importante, ma anche abilità trasversali che non sempre sono titoli di studio oppure abilitazioni. Saper entrare in empatia, spiegare, amare il proprio lavoro, essere curioso, saper coltivare interesse verso la scuola nell’altro, non è da tutti.

Per esempio nei paesi nordici, i concorsi pubblici più difficili da superare sono proprio quelli didattici, dove oltre titoli di studio, sono prese in considerazioni una variazioni di attitudini pscio fisiche, che determinano l’assunzione e l’assegnazione dell’utenza. In Italia purtroppo non sento nessun discorso simile e nemmeno l’accenno di presunte consultazioni al riguardo.

Concorsi pubblici, MAD, GAI sembra la corsa al sussidio a vita. E qua non giudico il pensiero comune, ma la formazione di una cultura di questo pensiero, che non accenna al cambiamento, ma la staticità del singolo.

Grazie.

MANEA LILIANA.

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