Trasformate la punizione in momenti di riflessione

Quanta gente crede ancora, che la punizione sia educativa? Purtroppo tanta, c’è davvero un divario immenso, tra la percezione di una società post moderna e propensa alla conquista senza sangue, ma mediativa, e quello che in realtà si manifesta nel proprio territorio. La punizione funziona unilateralmente, sempre. . . Chi la riceve non è mai contento; è l’anticamera di chi in futuro con molta probabilità la metterà in atto; vive l’umiliazione; percepisce se stesso in balia dell’altro e il suo urlo è simile a quello del deserto; soffre molto.

Per definizione essa rappresenta la sospensione dell’amore, dell’affetto, della cura. Pensate il danno psicologico di chi la subisce.

La punizione potrebbe essere sostituita con ” momenti di riflessione”, ossia si toglie un qualche cosa al bambino, mettendolo nelle condizioni di riflettere sul suo agito. La riflessione non sospende il nutrimento affettivo, anzi, rimanere fermi sulle condizioni del momento di riflessione, insegna al bambino che:

  • Il suo agiton ha delle conseguenze sul mondo esterno e su se stesso;
  • L’altro non decide per lui, ma lo aiuta nel suo percorso di crescita;
  • La riflessione costituisce il momento per “diventare migliori “
  • Trasmettere al bambino la consapevolezza che l’amore del genitore, è accessibile in ogni istante.
  • La punizione non è l’impedimento ad oggetti di consumo ( se siete a questo punto, avete perso con tutto ciò che implica il concetto d’educazione) tornate indietro, fattevi aiutare se lo ritenete;
  • Usate un tono di voce nel comunicarlo calmo e deciso.
  • Non ritornare più, su ciò che voi genitori avete deciso.
  • Momenti di riflessione pari all’età del bambino, anche i tempi sono importanti. Non potete dare “una punizione ” di 1 mese a un bambino di 3/4/5 anni. È troppo lunga, non può essere riflessione e insegnamento a livello psico educativo, nel codesto.
  • Assumete la statura del vostro figlio e non urlate mai il vostro potere su di esso. Lui sa già, che chi comanda è il genitore.

Fare i bravi genitori non è semplice, iniziate nell’essere bravi compagni di vita, bravi figli a vostra volta, amici . . . Questo costituisce insegnamento, nel bene o nel male.

Grazie.

Liliana.

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