Cioccolata calda, si ma in solitudine

Stasera decido di prendere una cioccolata calda con mia figlia, in una bella pasticceria!

Vicino a noi si siedono due signori credo di mezz’età, che fanno aperitivo! Vi posso assicurare che entrambi si sono presi il telefonino in mano, prima ancora di sedersi, scorrevano il ditto sul display senza una ricerca definita e non hanno scambiato alcuna parola.

Lui ogni tanto alzavo lo sguardo verso mia figlia, che rideva e si divertiva davanti a un’invitante cioccolato calda con la panna. Lei muta e assorbita in quell’oggetto materiale e inutile.

Ho pensato, se oggi il social, la crisi di mezz’età, il frantumarsi delle relazioni, lo smarrimento dell’identità sono problemi cui facciamo conti ogni giorni, come facevano i nostri nonni, bisnonni a riempire quella quotidianità sclerotica?

La riflessione mi porta a osservare, che molti di noi abbiamo ricordi, da belli a molto belli dei nostri nonni e, quindi forse loro affrontavano ” lo smarrimento ” non concentrati su di loro, ma ex ducere l’amore fuori dalla loro coppia. Nipoti, famiglia allargata, preoccupazioni veri e reali, sovvraffolavano la loro vita e dedicavano tempo e risorse nel risolverle, oppure rendersi utili ai più piccoli o deboli.

Il nonno e la nonna sono per me, quei signori gentili, pieni di amore, con grande spirito di sacrificio, rughe importanti che segnavano il passare del tempo . . .che dedicano l’intera vita, alla vita. Sofferenza, paura, dolore, delusioni, sentivano e vivevano anche loro, ma incapaci nel definire lo stato d’animo, in mancanza di alcune informazioni psicosomatiche, che oggi invece le padroneggiano meglio, continuavano la loro missione in silenzio.

Oggi che il benessere è servito a molti, nasconde ancora più subdolamente la capacità di consapevolizzare il disaggio, perché non si percepisce ugualmente. La medicina arriva da fuori, da un oggetto materiale come strumenti tecnologici che riempiono diversi vuoti.

Tranquilli, ancora l’espressione del volto non si è tecnologizzata, e fuori emerge una grande solitudine, ma questa volta invasa da un sacco di ” follower” .

Grazie.

Liliana.

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